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Il fondatore di Wikileaks, se estradato, rischia di scontare 175 anni di carcere in virtù dell’Espionage Act

Di fronte all'Alta corte britannica gli avvocati di Julian Assange sono pronti a effettuare un ultimo tentativo per impedire l'estradizione del fondatore di Wikileaks negli Stati Uniti, dove dovrebbe affrontare le accuse di spionaggio. I legali chiederanno ai giudici di concedere una nuova udienza di appello. I magistrati Victoria Sharp e Jeremy Johnson potrebbero emettere un verdetto già domani, al termine di un'udienza di due giorni, ma è più probabile che impiegheranno diverse settimane per arrivare a una sentenza. Se la pronuncia fosse sfavorevole ad Assange, questi potrebbe rivolgersi alla Corte Europea per i diritti umani ma si teme che possa essere messo su un aereo per gli Stati Uniti prima di poter presentare ricorso. "Questa udienza segna l'inizio della fine del caso di estradizione, poiché qualsiasi motivo respinto da questi giudici non può essere ulteriormente impugnato nel Regno Unito, portando Assange pericolosamente vicino all'estradizione", ha affermato il gruppo per la libertà di stampa Reporter Senza Frontiere. I sostenitori di Assange hanno in programma di manifestare davanti al palazzo neogotico del tribunale in entrambi i giorni e di marciare verso l'ufficio del primo ministro britannico, Rishi Sunak, a Downing Street alla fine dell'udienza. Assange, che è cittadino australiano, è stato incriminato con 17 accuse di spionaggio e un'accusa di uso improprio del computer per la pubblicazione sul suo sito web di documenti statunitensi riservati. I pubblici ministeri statunitensi affermano che abbia aiutato l'analista dell'intelligence dell'esercito americano Chelsea Manning a rubare dispacci diplomatici e file militari che WikiLeaks ha successivamente pubblicato, mettendo a rischio vite umane. Accuse, in particolare quest’ultima, del tutto infondata e mai comprovata. Per i suoi sostenitori, Assange è un giornalista che ha denunciato gli illeciti militari statunitensi in Iraq e Afghanistan e ha diritto alle protezioni del Primo Emendamento. Sostengono che l'accusa è motivata politicamente e che non avrà un processo equo negli Stati Uniti. Sua moglie Stella Assange, un avvocato che ha sposato in prigione nel 2022, afferma che la salute del fondatore di Wikileaks è peggiorata negli ultimi due anni. "La sua salute è in declino, mentalmente e fisicamente. La sua vita è a rischio ogni singolo giorno che trascorre in prigione, e se verrà estradato, morirà", ha detto ai giornalisti la settimana scorsa.

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