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Gli Stati Uniti chiedono agli alleati di oltrepassare il 2% del Pil in spesa in armamenti

L’operazione militare speciale” in Ucraina “continua ma la Russia è aperta al dialogo per raggiungere i suoi scopi, che non sono cambiati”. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, citato dalla Tass, Dmitri Peskov.
Intanto oggi ad Astana si è tenuto il vertice tra Putin ed Erdogan nel quale però, ha precisato il portavoce del Cremlino, i due leader non hanno parlato di eventuali soluzioni al conflitto in Ucraina - né dell’idea di Ankara di organizzare colloqui a cinque tra Russia, Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito sull’Ucraina - ma dell’ipotesi di un hub in Turchia per stabilire il prezzo del gas, del rafforzamento dell’accordo di Istanbul “che ha sbloccato l’esportazione di grano dall’Ucraina” e dell’intenzione di “trasportare il grano e i fertilizzanti russi ai Paesi in via di sviluppo attraverso la Turchia”. Sempre Peskov ha detto che la Russia “non si aspetta prospettive di negoziati con l’Occidente nel prossimo futuro”. Sul punto si è espresso anche il presidente dell’Ucraina Vlodymyr Zelensky secondo il quale la Russia “va isolata diplomaticamente”, la diplomazia è uno strumento “possente” ma non ci può essere finché “le armi parlano”.
Intanto il presidente russo Vladimir Putin terrà domani una conferenza stampa ad Astana, a conclusione del vertice Cica in Kazakistan ed all’indomani dell’incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Usa chiedono agli alleati di oltrepassare il 2% del Pil in armi
Gli Stati Uniti non solo “si aspettano” che gli alleati spendano il 2% del Pil nella difesa ma che ora “vadano oltre“, poiché bisogna investire nelle capacità di produzione e rimpiazzare ciò che è stato fornito all’Ucraina dai magazzini degli alleati. Lo ha detto il segretario della Difesa Usa Lloyd J. Austin III al termine della ministeriale Nato a Bruxelles.
Su questa linea dell’aumento della spesa in armamenti oggi sono giunte anche le parole il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. I Paesi alleati nella Nato, ha detto, dovrebbero “utilizzare maggiormente la capacità produttiva” esistente di armamenti e “investire di più per espanderla”, sia al fine di ricostituire le scorte di armi depauperate per via degli aiuti all’Ucraina, sia per “continuare a sostenere” Kiev, ha sottolineato Stoltenberg, in conferenza stampa a Bruxelles al termine della Ministeriale Difesa. Molti Paesi, ha ricordato, hanno annunciato nuovi aiuti militari a Kiev, come “Usa, Germania, Spagna, Francia, Olanda e molti altri. Quando chiediamo agli alleati di mobilitarsi” la risposta arriva, “e questo fa una grossa differenza”, ha concluso.
Della stessa idea è anche l’Alto rappresentante della politica estera Ue Josep Borrell. “Oggi condividerò con gli alleati della Nato il lavoro che stiamo facendo per sostenere l’Ucraina. Spero che lunedì in Lussemburgo approveremo un aumento dello European Peace Facility per raggiungere la soglia dei 3 miliardi di euro e la missione di addestramento Ue per gli ucraini. Nel momento in cui Putin aumenta l’escalation dobbiamo essere determinati ad aiutare Kiev in modo che possa affrontare ogni tipo di escalation da parte della Russia”, ha detto l’Alto rappresentante dell’Ue.

Continuano gli attacchi russi. 37mila possibili casi di crimini di guerra
Sul campo intanto continuano gli attacchi russi a Mykolaiv, Nikopol e nella regione di Kiev, mentre l’Ucraina spiega che i responsabili dei missili sulla città russa di Belgorod sono le forze russe. Dalla Ue Borrell ha assicurato l’invio di una nuova tranche di aiuti militari a Kiev e 14 Paesi alleati della Nato insieme alla Finlandia hanno firmato una lettera d’intenti per lo sviluppo di un sistema europeo di difesa aerea e missilistica attraverso l’acquisizione comune di attrezzature.
Inoltre diverse esplosioni si sono verificate questo pomeriggio in alcune regioni dell’Ucraina occidentale, tra cui Leopoli e Ternopil, come riporta Unian, citando le autorità locali. Durante l’attacco alla regione di Leopoli, i russi hanno nuovamente colpito una struttura militare nel distretto di Zolochiv. Infine, il Commissario Ue alla Giustizia Didier Reydners nella conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri della giustizia a Lussemburgo, ha detto che sui possibili crimini di guerra in Ucraina “per il momento 37.000 casi sono stati riportati e si sta lavorando su 3.200 crimini. Ci sono 176 persone coinvolte come sospettate e ci sono vari processi in corso. Per il momento ci sono già 9 condanne”.

Foto © Imagoeconomica

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