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Vincenzo Agostino, Roberta Gatani e Salvatore Borsellino. È a loro che il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha consegnato uno tra i più rilevanti riconoscimenti della Città: La Tessera Preziosa del Mosaico Palermo.

Il premio, istituito nel 2016, è nato da una visione di Città composta da tante tessere preziose di colore e forma diversi, che insieme ne compongono il suo grande Mosaico. L’onorificenza viene conferita a cittadini, associazioni, gruppi e altri soggetti che si sono adoperati a realizzare i valori del rispetto della persona umana e dei suoi fondamentali diritti, a rinnovare la memoria, ad affermare i principi di legalità, dell’arte, della musica e delle scienze. Certamente sono tutti valori che i riceventi hanno saputo realizzare, e che stanno realizzando.

Come nel caso di Vincenzo Agostino, padre dell'agente della Polizia di Stato Nino Agostino ucciso il 5 agosto 1989 assieme alla moglie in stato di gravidanza Ida Castelluccio (19 anni). Vincenzo, si legge nelle motivazioni del riconoscimento, sta continuando a combattere per la "ricerca della verità" con "forza e determinazione" nonostante "l'età avanzata". "Accompagnato dal nipote Nino ancora gira per le scuole di tutta Italia parlando non soltanto della sua storia” ma anche di altre storie “purtroppo dimenticate, di tante vittime innocenti delle mafie insegnando la legalità ai giovanissimi, affiancato da tante associazioni che lo sostengono, come Libera". 

"Un uomo - conclude la nota - che non si è mai arreso nonostante l’incredibile muro di gomma che si è trovato di fronte negli ultimi trent’anni, diventando, insieme a sua moglie e per moltissimi cittadini un simbolo di dignità e resistenza. È stato definito 'monumento vivente al dolore di Palermo'".


agostino vin familiari


Salvatore Borsellino
Il fratello del giudice Paolo è stato da sempre in prima linea per "chiedere verità e giustizia per suo fratello e le vittime della strage di via D'Amelio" si legge nella nota. "Nel 2009 organizza la prima marcia delle agende rosse" che in seguito darà vita al "Movimento delle Agende Rosse", un "riferimento a quella agenda dove il giudice Paolo" appuntava nomi e confessioni di pentiti e che risulta essere misteriosamente scomparsa proprio in via D'Amelio dopo l'attentato.

"Il suo legame con Palermo", continua la nota, "lo porta e realizzare un sogno: quello di "portare Paolo nella sua Kalsa", (l'antico quartiere arabo di Palermo n.d.r), "dov'era nato e dove il papà Diego aveva la farmacia" in seguito diventata la "Casa di Paolo". Un luogo dove "i bambini della Kalsa trovano riparo”, speranza e futuro.

Per volere di Salvatore Borsellino, conclude la nota, "la Casa di Paolo non accetta alcun aiuto economico dalle istituzioni" ma vive "della generosità di chi vi si reca in visita". Sempre il fratello del giudice Paolo "ha creato la 'Scorta per la Memoria'", un "gruppo costituito da semplici cittadini ed anche parenti di vittime di mafia".


gatani roberta tessera mos pa


Roberta Gatani
Figlia di Adele Borsellino, la sorella maggiore del giudice Paolo, dopo la strage di Via D'Amelio ha sentito, ad un certo punto, "il dovere di rispondere alla richiesta" di sua nonna che chiedeva ai figli "Rita, Salvatore ed Adele" di "parlare di Paolo ovunque, il più possibile".

Da quel momento, si legge nelle motivazioni di conferimento, Roberta decide di portare avanti "lei questo compito e fare testimonianza”, diventando "il punto di riferimento" della Casa di Paolo. Nella nota si sottolinea la scelta di Roberta e "il sacrificio vero, autentico, senza ostentazione, come nello stile sobrio riservato senza alcuna autoreferenzialità proprio della famiglia Borsellino"

"Infatti Roberta Gatani Borsellino vive con la sua famiglia a Trapani" e "affronta settimanalmente migliaia di chilometri" per tenere "fede alla sua scelta di rendere viva la memoria di suo zio. Ha rinunciato, lei l'insegnante, persino alla Cattedra per potersi dedicare interamente alla Casa", narrando la storia di Paolo ai giovani studenti che vi si recano. Una "storia d'amore, di bellezza, di emozione e di generosità". Com'è noto, conclude il comunicato, "Roberta si autofinanzia ed è sostenuta dalle libere donazioni dei tanti visitatori che provengono da tutta Italia ma anche dall'estero".

In foto di copertina da sinistra: Vincenzo Agostino, Salvatore Borsellino (monitor) e Leoluca Orlando

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