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Ieri l’intervista del Procuratore capo di Catanzaro con le Agende Rosse

Massonerie deviate, riforme della giustizia, riciclaggio di denaro, il ‘Caso Palamara’ e ‘La Santa”. Sono solo alcuni degli argomenti trattati dal Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri durante l’intervista in diretta live sul sito ’19 Luglio 1992’ del Movimento delle Agende Rosse. Il dott. Gratteri intervistato da Salvatore Aulicino Mazzei, ha risposto ha molte domande di attualità, che hanno spaziato su molteplici argomenti.
“Noi sul piano investigativo stiamo vedendo sempre di più ‘Ndranghetisti che fanno parte di loggie massoniche deviate”, ha detto Gratteri, questo perché “nel ’70 la ‘Ndrangheta ha creato una dote” quella “del Santista” cioè un particolare ‘grado’ che permette al ‘Ndranghetista di far parte di una loggia massonica deviata così da trovare ‘agganci’ all’interno di essa che gli permettano di entrare “nella stanza dei bottoni” e della gestione della cosa pubblica, incentivando il dilagare della corruzione e del malaffare.
I proventi delle attività illecite vengono poi riciclati, ma come ha detto il Procuratore Gratteri, “le mafie non sono in grado di fare riciclaggio sofisticato” e che per poterlo attuare, le organizzazioni mafiose devono per forza passare per il ‘professionista finanziario’, “mediamente un capo mafia per riciclare i soldi si serve” di metodi ‘fai da te’ come “di un presta nome per l’acquisto di alberghi, pizzerie o latifondi”, questi ultimi oltre a servire per ‘lavare’ i proventi illeciti vengono usati anche per attuare “frodi di tipo Comunitario” (Europeo n.d.r).
La gestione del denaro inoltre, ha sempre attirato l’attenzione delle mafie, sopratutto quando, ha sottolineato il dott. Gratteri “c’è un disastro, un dramma o una disgrazia” come ad esempio il terremoto che ci fu a Reggio Calabria e a Messina nel 1908, il quale ha portato elevatissimi introiti “a quella che era la struttura embrionale della ’Ndrangheta, la Picciotteria”.
Tornando al presente il Procuratore di Catanzaro ha voluto insistere sull’esigenza di riforme soprattutto nel campo della giustizia ribadendo che se “fossimo stati ascoltati” in Commissione Riforma “anche per il covid saremo stati molto avanti e non avremo avuto tutte queste difficoltà a celebrare i processi”.
Anche in merito alla lotta sociale si è espresso il procuratore Gratteri, asserendo che per sconfiggere determinati fenomeni criminali bisogna risalire alle “concause” legate “all’istruzione e alla cultura”.

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