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ciancimino-massimo-web11di AMDuemila - 22 ottobre 2014
"Quando il gioco si fa duro i duri scendono in campo, forse dopo questo processo sia De Gennaro che Narracci capiranno il vero motivo per il quale nella sua lunga vita politica Andreotti non ha mai querelato nessuno, nonostante di motivi ne avesse. Adesso si balla, adoro ballare". Così ha commentato Massimo Ciancimino (imputato ma anche teste chiave al processo trattativa in corso a Palermo) a seguito del rinvio a giudizio da parte della procura di Caltanissetta, accusato di aver calunniato l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Ciancimino jr aveva affermato che De Gennaro fosse ”il signor Franco”, un misterioso 007 che tra il ’92 e il ’93 monitorava passo dopo passo la trattativa Stato-mafia. Ora il Gup di Caltanissetta David Salvucci ha rinviato a giudizio Massimo Ciancimino per calunnia aggravata nei confronti De Gennaro e del funzionario dei Servizi segreti Lorenzo Narracci.

“Il giudice ha accolto solo in parte la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla procura di Caltanissetta – ha detto Adriana Stazio, collaboratrice di Ciancimino – in quanto ha fatto cadere l’aggravante dell’art. 7, ossia della volontà di favorire Cosa Nostra: un’accusa che il giudice ha ritenuto del tutto insussistente ‘senza che agli atti vi sia alcun elemento che in qualche modo dimostri una certa contiguità, in tutti questi anni, tra la persona del Ciancimino e gli interessi di Cosa nostra’”. “L’incriminazione per calunnia – ha quindi proseguito – riguarda tutte le dichiarazioni rese dal teste chiave del processo sulla trattativa relativamente a De Gennaro e Narracci. Non importa che non si sia provata in alcun modo la volontà di calunniare, che non esista neanche un minimo di movente… Intanto oggi portiamo a casa la caduta di questa infamante e assurda aggravante mafiosa”.

La prima udienza del processo è fissata per il prossimo 2 marzo: “L’uomo dei non ricordo dovrà rendere conto al Paese di tante cose, sarà un processo che darà un grosso contributo a chiarire le pagine più oscure della nostra storia. Non perdetelo – è l’appello della Stazio – c’è bisogno che l’opinione pubblica lo segua con attenzione. Non sarà Massimo Ciancimino ad avere da perdere in questo processo”.

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