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Abbiamo ricevuto, e pubblichiamo con grande piacere, estratti delle tesine di due giovanissime studentesse di dieci anni che hanno scritto nell'ambito di un progetto scolastico sul giornalismo e la lotta alla mafia. Vogliamo condividere questi testi con i nostri lettori. Nella semplicità delle loro parole e considerazioni dimostrano una maturità ben più grande dell'età che hanno.
Alimentano nei loro cuori quello stesso amore e passione per la vita che tanti martiri, padri della nostra Patria, hanno messo in atto in ogni respiro.
"Sono ottimista - diceva Paolo Borsellino nella sua ultima lettera inviata ad una scuola del Nord - perché vedo che verso di essa (la mafia, ndr) i giovani, siciliani e no, hanno oggi una attenzione ben diversa da quella colpevole indifferenza che io mantenni sino ai quarant'anni. Quando questi giovani saranno adulti avranno più forza di reagire di quanto io e la mia generazione ne abbiamo avuta".
E leggendo i testi di queste giovanissime studentesse non si può che essere d'accordo con le parole del giudice.



 

IN MIGLIAIA CHIEDONO GIUSTIZIA PER I MARTIRI DI MAFIA

Andrea Sole, 10 anni

Associazioni, studenti e sindacati manifestano contro il potere mafioso attraversando le strade di Palermo

Il 23 maggio del 2023 un corteo di migliaia di persone ha attraversato le strade di Palermo, dalla Facoltà di Giurisprudenza fino all’albero Falcone, per commemorare il giudice ucciso dalla mafia nel 1992, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta, Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro. Ad organizzare l ‘evento sono stati associazioni, comitati studenteschi e sindacati.


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© Pietro Calligaris


Prima di iniziare a camminare i ragazzi dell’associazione artistica Our Voice hanno inscenato uno spettacolo sulla mafia e sul messaggio che i giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone volevano trasmettere.
Dopo la partenza del corteo gli organizzatori hanno messo la musica e tutti i manifestanti cantavano, gridavano “Fuori la mafia dallo Stato” e innalzavano tanti striscioni con scritte frasi tipo: “Verità, giustizia, diritti sociali”, “La mafia è una montagna di me**a”, "La mafia è un fenomeno umano, ha avuto un inizio e avrà una fine”.
Quel giorno nelle vie di Palermo c’era un caldo afoso, ma nonostante questo molte persone erano comunque scese in piazza per chiedere giustizia per le vittime di mafia. Per ricordare i valori che ci hanno trasmesso martiri come giudici, magistrati, uomini delle forze dell’ordine che ci hanno insegnato a non arrenderci mai, nemmeno di fronte alla paura, per dare al prossimo una vita in cui tutti possano avere le stesse opportunità.
Perché la mafia provoca morte e usa violenza, finge di darci opportunità quando in realtà ci sta togliendo i nostri diritti.
“Sono qui per manifestare e appoggiare i giusti, per aiutare le associazioni che protestano contro la mafia”, ha detto una bambina in mezzo al corteo. “Se ancora oggi tante vittime della mafia, i loro familiari, il Paese tutto, attendono verità e giustizia significa forse che questo stato ha la mafia che ancora ricopre ruoli di potere” ha dichiarato un rappresentante dell’associazione Attivamente.
“Un movimento antimafia c’è e continua pretendere verità, a rivendicare diritti, giustizia sociale e ad opporsi a qualsiasi forma di sopraffazione” ha detto infine una ragazza dei comitati studenteschi.
A fine giornata gli organizzatori hanno fatto un discorso su cosa dobbiamo fare per poter battere questo potere ingiusto.
É davvero importante compiere queste piccole azioni per poter avere un mondo senza ingiustizie o ricatti, per poter avere un mondo in cui tutti possano mangiare, in cui tutti possano vivere la propria vita senza rischiare di morire da un momento all’altro, per fare in modo che molti magistrati e giudici possano vivere una vita normale per tutti quelli che non l’hanno potuta avere.





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© Pietro Calligaris


TANTI GIOVANI IN PIAZZA PER LE VITTIME DI MAFIA

Elena, 10 anni

Migliaia di manifestanti a Palermo chiedono giustizia per la morte di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti di scorta

Il 23 maggio 2023 migliaia di persone hanno manifestato contro la mafia a Palermo, in memoria di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta; per ricordare le azioni dei giudici Falcone e Borsellino e di tutti i caduti nella lotta contro la criminalità organizzata.
Gli organizzatori dell'evento erano il gruppo attivista Our Voice, i comitati studenteschi e i sindacati.
I manifestanti sono scesi in piazza per esprimere il loro disprezzo contro la mafia, perché ha ucciso tante persone innocenti. Per loro onorare la memoria significa esprimere gratitudine e ammirazione per il coraggio e la forza di combattere contro la mafia e anche ricordare gli omicidi che questo mostro ha compiuto contro i giudici, perché avevano denunciato i reati dei mafiosi e li avevano messi in carcere.
Giovani, bambini e adulti con tanta grinta sono partiti dalla facoltà di Giurisprudenza, mentre camminavano nelle vie di Palermo hanno gridato con forza: “Fuori la mafia dallo Stato” e cantato tante canzoni come "Pensa" e “Bella ciao”. I loro volti erano felici, sul corpo avevano delle scritte come “no mafia”; tutto intorno a loro era pieno di colori.
Quasi alla fine della manifestazione i bambini sono andati in un bar per mangiare e bere qualcosa;
in quel momento ci sono stati alcuni scontri che poi si sono calmati.
La manifestazione è finita verso sera, i cuori delle persone presenti provavano gioia, adrenalina, voglia di combattere ancora.
“La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine”: questa è la frase di Giovanni Falcone che trasmette che possiamo effettivamente distruggere la mafia combattendo sempre di più attraverso le manifestazioni e l’arte.
Per questo dobbiamo lottare fino alla fine.


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© Shobha
  

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