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In questi ultimi giorni irrompono fortemente nel panorama politico/istituzionale italiano, alcune esternazioni volutamente chiassose e irriverenti del senatore della Repubblica italiana, ahimé, ahinoi, ahitutti, Maurizio Gasparri. Lo sfacciato cattivone, stavolta vomita contro il magistrato Nino Di Matteo. L'ostinato e banale atteggiamento contro tutti quelli che giustamente ed eroicamente offrono il loro servizio al fine di combattere le mafie, risulta essere ai miei occhi indegno, indecoroso e inaccettabile, ma in sostanza anche molto stupido. Infatti quella sua maschera di asservito ai poteri economici e istituzionali, e di difensore della falsa libertà, che da sempre combacia con gli interessi di poteri degenerati, è una maschera trasparente e quindi inutile. La sua faccia si vede talmente bene che la domanda nasce spontanea: "Gaspà, ma tu veramente dici!?" e si segue con un ineludibile: "Gaspà, cà nisciun è fesso!". Onore ai Carabinieri che si immolano alla difesa del popolo, ma disonore a quelli che lo dimenticano, ritenendosi al di sopra delle parti (ogni riferimento al colonnello Mori è puramente non casuale). Da cittadino ricordo che alla morte di Berlusconi, tu dicesti: "Per me è come aver perso un padre...", quel padre che è lo stesso uomo indicato in una sentenza (com'è? Una buona o cattiva sentenza?) come il foraggiatore della mafia per anni ed anni. Questa verità macigno scolpita in atti, di cui non si parla e scrive mai abbastanza, ci riporta al concetto "cà nisciun è fesso!". È grazie al lavoro di magistrati come Nino Di Matteo che queste verità vengono a galla e quindi... bisognerebbe punirlo e chiedergli di dimettersi dalla magistratura! "Ma tu veramente dici!", sorretto dall'antico e intramontabile brocardo "Fatt accattà a chi nun te sape!" (fatti comprare da chi non ti conosce per quello che sei). Caro Gasparri, i fatti sono verità e questi tuoi ultimi attacchi faziosi con messa in caciara, mi fanno proprio pensare a quanto sia giusta la via su cui Di Matteo ed altri si siano incamminati da oltre vent'anni. In questa immensa valle di lacrime salta all'occhio (evidentemente non il tuo) il misero ruolo che interpreti quando fai il bullo con chi cerca di asciugarle le lacrime, come Ranucci, Scarpinato, Travaglio o chiunque altro rappresenti un sistema di valori di riferimento che, oggettivamente, si contrappone al sistema di dis-valori imperante, un sistema che opera a tutti i costi, anche se preso in castagna con la pistola fumante. Corruzione: da latino corruptio, composto da cum rumpere (rompere): degenerazione spirituale e morale, depravazione, totale abbandono della dignità e dell'onestà. Da avvocato, privato cittadino e padre di famiglia, considero questa l'etimologia più appropriata per Gasparri. Dovrebbe essere punito e dimettersi, ma so che purtroppo non accadrà. Proprio oggi, 28 marzo 2024, leggo la notizia che ‘Sandokan’ Francesco Schiavone boss dei Casalesi da 26 anni al 41 bis, ha deciso di pentirsi. Chissà che uscirà sul partito di Gasparri, chissà... Ripeto: Gaspà, cà nisciun è fesso!

Foto © Imagoeconomica

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