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Processo trattativa Stato-Mafia

Processo trattativa, chiesta acquisizione documenti Spadolini

aula bunker ucciardone4di Aaron Pettinari
No della Corte a nuovo esame di Rosario Pio Cattafi

Sei documenti provenienti dalla sede legale della “Fondazione Spadolini”. E' questa l'ultima richiesta di acquisizione documentale che i pm Roberto Tartaglia, Francesco Del Bene, Antonino Di Matteo e Vittorio Teresi hanno presentato alla Corte d'assise durante l'udienza odierna del processo trattativa Stato-mafia. Documenti in cui si evincerebbe lo stato di minaccia e di preoccupazione che veniva vissuto a livello istituzionale tra il 1992 ed il 1993. “Il primo documento - ha spiegato il pm Tartaglia - è un appunto dattiloscritto o computer redatto dal presidente Spadolini (all'epoca presidente del Senato, ndr) ed intitolato riflessioni sul periodo Natale-Epifania del periodo 1992-1993. Documento per i pm importante in quanto attesta l'enorme condizione di preoccupazione per l'incolumità dello stesso presidente Spadolini ed altri rappresentanti istituzionali a fronte di alcune minacce ed episodi che stando al contenuto del documento si sono verificati nell'estate del Novantadue e nel Natale del Novantadue e che avevano particolarmente allarmato lo stesso Spadolini sulla tenuta delle istituzioni dell'ordine democratico con riferimento specifico ad alcune rivendicazioni della nota sigla della Falange Armata”. “Il secondo motivo per cui chiediamo l'acquisizione del documento - ha aggiunto - è per i motivi di fatto che vengono esposti e che sorreggevano la sua valutazione per cui dietro la sigla Falange Armata si occultasse in realtà un connubio tra esponenti della criminalità organizzata siciliana e vecchi esponenti della P2”. Il secondo documento è costituito da un biglietto intestato all'allora capo della Polizia, Vincenzo Parisi in cui si riepilogano allo stesso Spadolini una serie di minacce alle Istituzioni ed allo stesso Presidente del Senato, relative al periodo tra l'estate ed il Natale del 1992.

L'attenzione per il carcerario
Il terzo atto riguarda, invece, un biglietto di trasmissione datato 7 aprile 1993, firmato da Spadolini ed indirizzato al Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro: “Si evince che si tratta di Scalfaro dal contenuto del documento” ha spiegato Tartaglia rivolgendosi alla Corte. In questa nota si commentano i messaggi di intimidazione e minaccia della Falange Armata (allegati al testo) rispetto Spadolini, Scalfaro e l'allora capo del Dap Nicolò Amato. “A nostro parere - ha continuato il pm - dimostra l'attenzione istituzionale sul fronte delle intimidazioni, delle rivendicazioni della Falange Armata ed anche sul tema del carcerario e della direzione del Dap”.
Altro documento riguarda una carpetta in cui è presente una bozza di intervista, approvata da Spadolini, e poi pubblicata tra il Natale del '92 ed il gennaio '93, dove l'allora Presidente del Senato affermava che “è in atto un attacco alle istituzioni volto a ricattarle e destabilizzare l'ordine democratico, attacco del quale la Falange Armata è uno degli strumenti.

Attentato a Corpo Politico dello Stato
La richiesta di acquisizione è stata presentata poi per la bozza programmatica predisposta dal Presidente del Consiglio di allora, Giuliano Amato. “Tra le quattro priorità della bozza – ha rappresentato Tartaglia – vi è il tema della continuità della lotta alla criminalità organizzata attraverso il carcerario e la continuità delle misure di penitenziarie che evitano contatto con l'esterno dei detenuti mafiosi e soprattutto con riferimento testuale alla 'necessità di ridurre drasticamente ogni tipo di agevolazione beneficio penitenziario ai detenuti di mafia'”. Secondo i pm un elemento chiave per dimostrare il condizionamento ed il “dolo” del capo di imputazione dell'articolo 338 cpp. (Violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, ndr) rispetto a quanto poi “effettivamente è stato realizzato e conseguito”.

Fulci e la Falange Armata
L'ultimo documento di cui è stata richiesta l'acquisizione riguarda la sbobinatura e la trascrizione di un colloquio tra due soggetti che dal contenuto si capisce essere lo stesso Spadolini ed il generale Lugaresi (direttore del Sismi nel periodo in cui lo stesso Spadolini era stato Ministro della Difesa, ndr). Secondo l'accusa, risconterebbe le dichiarazioni dell'Ambasciatore Fulci. Quest'ultimo aveva parlato di un elenco di nominativi cheriteneva legati alla Falange Armata ha fatto riferimento alla Settima divisione del Sismi, alla sezione Ossi della Settima divisione e al fatto che questi soggetti fossero nella Settima divisione alle dipendenze del generale Inzerilli. "In questo documento - ha esposto Tartaglia - si fa riferimento alla Settima divisione del Sismi, al generale Inzerilli e alle operazioni di Gladio e in particolare di quella guerra psicologica e disinformazione che erano appannaggio esclusivo della Settima divisione”.

No ad audizione Cattafi
Prima di rinviare il processo all'udienza di domani, infine, il presidente Montalto ha rigettato la richiesta dei pm di ascoltare nuovamente l'avvocato barcellonese Rosario Pio Cattafi, il quale nell'ottobre 2016 si era avvalso della facoltà di non rispondere. Pur riconoscendo che lo stesso poteva essere esaminato in qualità di testimone assistito allo stato delle attuali conoscenze della Corte la sua testimonianza è stata ritenuta “superflua”. Ugualmente è stata rigettata la richiesta di acquisizione della trascrizione della registrazione del colloquio tra Lipari Giuseppe ed i familiari, diversamente ritenuta importante dai pm “perché fa riferimento al papello senza sapere di essere intercettato”.

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