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No. Non stiamo mescolando patate e cavoli. Stiamo tentando semplicemente di capire perché l’Italia è al 41 posto nella graduatoria mondiale della libertà di stampa, secondo altri molto più giù, in ogni caso a fianco di paesi sottosviluppati e poco propensi al pluralismo e allo studio delle opere di Voltaire.
A quanto pare chiude “Carta Bianca”, format di Rai 3, tradizionalmente diretto da Bianca Berlinguer, collega che il mestiere lo conosce. E molto bene.
Nelle ultime settimane si sono infittite anche contro di lei le critiche, velate e sottintese ma questo è, di “filo putinismo”; avendo spesso invitato in trasmissione ospiti italiani con l’occhio troppo girato verso la Piazza Rossa, quando non addirittura “volti russi”, sia del potere, sia dell’informazione.
E di questi tempi, si sa, è un bell’intoppo.
Noi rappresentiamo l’Occidente. Sin dalle Crociate dei bambini.
Ascoltare il simpatico onorevole Bruno Tabacci, che salta da un talk all’altro, per capire di cosa stiamo parlando. Ci appare sempre felice come una Pasqua il buon Tabacci, tanto politicamente moderato quanto innamorato dei luccicanti arsenali d’oltreoceano. Gli manca un tamburo in mano quando siede in prima serata. 
Noi apparteniamo alla Nato e all’America.
Ascoltare il simpatico mister Alan Friedman, giornalista americano, ma con residenza fissa negli spettacoli televisivi del nostro paese, per capire di cosa stiamo parlando. Friedman è subentrato al vecchio inquilino, anche lui gran simpaticone, anche lui americano, non proprio giornalista, che risponde al nome di Edward Luttvak. Il quale, per anni, sembrava avere a disposizione,  nei nostri talk, una suite con bagno tutta per lui.


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La conduttrice, Bianca Berlinguer  © Imagoeconomica


Ma noi, gli italiani, siamo anche un popolo di Grandi Analizzatori.
Analizzatori di scenari mondiali, di forze militari in campo, di reti spionistiche, di “scacchieri”, di arsenali, terra-aria-cielo, pacchetto tutto compreso. Analizzatori e analizzatrici, visto che in questo caso non si registra disparità di genere.
E prova ne sia che di questi simpaticissimi “analizzatori” e “analizzatrici” (non stiamo parlando di generali, che a questo giro ci appaiono molto più seri) sono intasati i nostri dibattiti televisivi sulla invasione russa dell’Ucraina. Si presentano tutti e tutte dietro sigle e acronimi che allo spettatore non dicono assolutamente nulla.
E uno si chiede come queste signore e signori  siano lì, come ingannino il tempo in tempo di letargo (letargo bellico, s’intende) salvo saltar fuori come funghi al primo tuono di cannone, per quali particolari competenze siano retribuiti, eccetera eccetera. Non vogliamo farla troppo lunga.
Era solo per dire che nel grande baraccone televisivo, in questo momento, come dice il vecchio adagio, chi “acchiappa un turco è suo”.
L’importante è fare i ventriloqui di palazzo Chigi, non discostandosi mai di un millimetro dal Draghi pensiero. Cosa che Luigi Di Maio ha capito benissimo, cosa che Giuseppe Conte non ha capito per niente.
Ci sarebbe infine da dire qualcosa su certi giornalisti, ma dei colleghi non si deve parlar male, una delle prime cose che ti insegnano nel nostro mestiere. E per questo non lo faremo.
Concludendo.
Il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov, va ospite a Rete Quattro. Indagano sul fattaccio i servizi segreti italiani. Ma Rete Quattro è di Silvio Berlusconi. Che gli vuoi fare?  Il solletico istituzionale? O disturbargli il segnale? Brutta grana per il Copasir .
Carta Bianca della Bianca Berlinguer, invece, se ne va da Rai 3. Per decisione dell’ amministratore delegato Rai, Carlo Fuortes. E giocando con le parole, potremmo anche dire Fuortes con deboli, debole con i Fuortes.
Ai Fuortes, diciamo così’, appartiene l’ingegner Carlo De Benedetti.
Il quale in queste ore dichiara: "Oggi noi europei non abbiamo alcun interesse a fare la guerra a Putin . Gli interessi degli Usa e del Regno Unito da una parte, e dell’Europa e in particolare dell’ Italia dall’altra, divergono assolutamente".


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L'imprenditore e dirigente, Carlo De Benedetti © Imagoeconomica


E ancora: “Sono e sarò eternamente grato agli angloamericani per averci liberato dal nazifascismo, (a tale proposito poteva anche ricordare en passant i venti milioni di russi morti a cominciare da Stalingrado), ma se Biden vuol fare la guerra alla Russia tramite l’Ucraina è affare suo. Noi non possiamo e non dobbiamo seguirlo”. Che eloquio potente. Parole che sottoscriviamo tutte.
Ma perché De Benedetti le può dire? E Papa Francesco no? O analoga libertà di giudizio non viene riconosciuta alla lista che si ingrossa sempre di più dei putiniani di casa nostra?
Ci sembrano allora Eroi televisivi i Lucio Caracciolo, i Luciano Canfora, i Tomaso Montanari, i Sergio Romano, per citare i più noti, accomunati da libertà di pensiero, non da monopolio di pensiero unico. 
Perché De Benedetti può dire ciò che vuole e gli altri no?
Ma è semplicissimo da capire.
Le sue son parole da miliardario. E nel mondo della nostra informazione le parole dei miliardari hanno sempre un certo fascino, una certa leggerezza.
Come è miliardario Berlusconi, che nelle sue tv invita Lavrov.
Bianca Berlinguer, e ci dispiace per lei, non appartiene al club dei miliardari. E così resta l’unica a dover fare i conti con i Fuortes.
I colleghi del Fatto Quotidiano si chiedono cosa dica il PD sulla scandalosa vicenda di Carta Bianca.
Ma colleghi, che deve dire il PD?
Ventre a terra e scolapasta in testa.
Sarà Lorenzo Guerini a piantare la bandiera a stelle e strisce sulla Piazza Rossa.

Foto © Paolo Bassani

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La rubrica di Saverio Lodato  

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