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Lo ha detto nel suo intervento all’apertura dell’Anno Giudiziario

La Direzione distrettuale antimafia di Firenze, con il coordinamento della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, è "tuttora impegnata nella complessa e delicata attività di indagine volta a chiarire i punti ancora oscuri delle cosiddette 'stragi di mafia', che, come noto, hanno interessato anche Firenze. A tal fine, interagisce con gli altri Uffici distrettuali interessati, con leale e fruttuosa sinergia operativa". Lo si legge nella Relazione sull'attività degli Uffici requirenti del Distretto di Firenze preparata dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Firenze e diffusa oggi in occasione dell'anno giudiziario. 
Nel corso della sua relazione Marcello Viola ha parlato delle forti infiltrazioni criminali in Toscana. 

Pericolo eversivo
Nella relazione il Procuratore generale ha lanciato un allarme su aree eversive che si stanno sviluppando nel territorio e su cui la Procura di Firenze sta concentrando i propri sforzi investigativi. 
"Vi sono numerose indagini in corso, tuttora coperte da segreto investigativo, riguardanti il fronte interno, relative sia ad aree di eversione di estrema destra sia di eversione di estrema sinistra e di matrice anarco-insurrezionalista. Non mancano altresì indagini relative al terrorismo internazionale, specie legato alla radicalizzazione di matrice islamica". 
"Il pericolo derivante dal terrorismo di matrice islamica, più volte rivelatosi con tragici atti criminali verificatisi in più parti del mondo, non deve far dimenticare o sottovalutare i gravissimi rischi provenienti da fronti, che sarebbe del tutto errato ritenere secondari, qual è sicuramente quello del terrorismo interno, in tutte le sue possibili manifestazioni, che invece si connotano in termini di assoluta pericolosità e costituiscono segno di una continuata attività eversiva, almeno in parte verosimilmente relativa all'area dell'anarco-insurrezionalismo", viene evidenziato nella relazione.

Le organizzazioni criminali in Toscana
Altro argomento è quello delle infiltrazioni mafiose nella Regione. "Le numerose indagini - ha ricordato - hanno delineato un quadro simile a quello degli anni precedenti, laddove l'attività delle mafie e delle altre organizzazioni criminali è continuata senza sosta nel territorio della Toscana, confermando l'esistenza di meccanismi di infiltrazione nel tessuto economico della regione, sviluppatisi a tal punto da indurre a doversi chiedere se, in tempi di pandemia, pur nella perdurante assenza di insediamenti tipici delle mafie tradizionali, abbia ancora senso parlare di semplici infiltrazioni o debba invece ritenersi di essere di fronte a una presenza ormai strutturata, stabile e consolidata". 
"Suscitano preoccupazione e allarme i segnali, sempre più frequenti, di cointeressenze tra criminalità organizzata e alcuni settori del mondo dell'economia, a volte con il coinvolgimento di imprenditori e di professionisti - ha sottolineato Viola - Conferma di tale assunto è venuta da alcune recenti indagini della Dda di Firenze che hanno evidenziato come le organizzazioni criminali siano presenti in tutti i settori in cui vi sia da realizzare guadagni, sia attraverso l'acquisizione di gestione e controllo di attività lecite, con i metodi propri delle mafie, sia attraverso più tipiche attività criminali, quali il traffico di sostanze stupefacenti e il traffico organizzato di rifiuti".
Poi ha aggiunto: "È necessario, allora, predisporre una valida strategia di contrasto, in grado di incidere sulle basi economiche del crimine organizzato, affrontando, cioè, ogni forma di inquinamento dell'economia prodotta dall'intreccio con l'iniziativa economica, ivi compresi i sempre più ricorrenti fenomeni di interposizione fittizia, mediante aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati, anche sul versante delle misure di prevenzione. Un ruolo fondamentale, in tale strategia, dev'essere svolto dagli imprenditori, che devono sempre più divenire parte attiva e virtuosa nella difesa del tessuto sano dell'economia; che devono sapere resistere a qualsivoglia tentazione di facili scorciatoie; che devono riuscire a restare fuori da quella pericolosa zona grigia di contiguità che sta attorno alla mafia e al cui interno nascono accordi illegali e pericolose collusioni, in un clima nebuloso in cui tutto si confonde e non è semplice distinguere tra lecito e illecito".
"Non è solo il Covid a mutare e a divenire in tal modo sempre più insidioso: la mafia è a sua volta un virus mutante, che si infiltra nelle imprese, che si confonde con il resto, che diventa fluida e invisibile, che è pronta a immettere sul mercato grandi risorse e disponibilità per acquisire ogni forma di attività redditizia", ha concluso il procuratore generale di Firenze.

Foto © Imagoeconomica

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