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La 'Ndrangheta è "l'assoluta dominatrice della scena criminale" e non solo in Calabria.
È la relazione della Dia a sottolinearlo mettendo in luce la sua "struttura coesa" in grado di esercitare un forte controllo, anche "militare", sul territorio.
Non si tratta di una mafia di 'second'ordine' ma di una organizzazione in grado di esercitare una forte influenza sull'economia nazionale e internazionale.
Non poteva essere altrimenti dal momento che si parla di una mafia che, come ricostruito dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e dal sostituto Walter Ignazitto nel processo "'Ndrangheta Stragista" ha cooperato con Cosa nostra agli inizi degli anni Novanta nella strategia di attacco allo Stato.

Nello specifico, si legge nella relazione, il processo "ha dimostrato il teorema della commissione di efferati delitti premeditati inseriti in un progetto criminale nazionale, con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico, allo scopo di agevolare l’attività delle organizzazioni mafiose Cosa nostra e ‘Ndrangheta che avevano operato mediante l’intesa e la collaborazione sancita da incontri di vertice delle consorterie".
Un progetto politico che aveva come obiettivo l’individuazione di nuovi e più affidabili interlocutori politici, in grado di garantire gli equilibri di potere occulto maturati negli anni della strategia della tensione.
Partendo da questo presupposto è facilmente intuibile come la 'Ndrangheta  ha la tendenza "ad instaurare forme di collaborazioni" anche con altre mafie, sia italiane che straniere, come quella albanese.

Gli esiti recenti delle più rilevanti inchieste restituiscono ancora una dimensione della 'Ndrangheta, sempre pervicace nella sua vocazione affaristico-imprenditoriale, che ha sinora dimostrato di saper diversificare gli investimenti orientandoli anche negli ambiti economici leciti che maggiormente risentono dell'attuale crisi finanziaria. La criminalità organizzata calabrese sa proporsi "a imprenditori in crisi di liquidità dapprima come sostegno finanziario, subentrando poi negli asset e nelle governance societarie per capitalizzare illecitamente i propri investimenti.
Non solo, ma l'attività di prevenzione antimafia condotta dai Prefetti, nella Regione di origine e in quelle di proiezione, ha disvelato "l'abilita' delle 'ndrine d'infiltrare le compagini amministrative ed elettorali degli enti locali al fine di acquisire il controllo delle risorse pubbliche e dei flussi finanziari, statali e comunitari.

Salta all'occhio anche "la sua spiccata capacita' imprenditoriale grazie ad ingenti risorse economiche derivanti dal narcotraffico. I sodalizi calabresi, in tale ambito, continuano a rappresentare gli interlocutori privilegiati per i cartelli sudamericani in ragione degli elevati livelli di affidabilità criminale e finanziaria, garantiti ormai da tempo. Negli ultimi anni - sottolinea la Dia - "anche l'Africa occidentale, in particolare la Costa d'Avorio, la Guinea-Bissau e il Ghana, è diventata per le cosche di 'Ndrangheta uno snodo logistico sempre piu' importante per i traffici internazionali di droga". Nel suo complesso la 'Ndrangheta vanta interessi che molti Paesi europei (Spagna, Francia, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi, Germania, Austria, Repubblica Slovacca, Romania, Bulgaria e Malta), il continente australiano e quello americano (Canada, USA, Colombia, Peru' e Argentina)".

Il radicamento sul territorio
Nella Piana di Gioia Tauro, come già evidenziato in passato, "risulterebbe confermato il ruolo di centralità della storica famiglia dei Piromalli".
Mentre nell'estremo nord in provincia di Bolzano, come evidenziato dagli esiti dell’operazione “Freeland”, si registra "la presenza stabile e attiva di personaggi collegati a famiglie reggine".
Oltre alla presenza di matrici criminali di tipo mafioso, la provincia - si legge - importante polo industriale e centro del settore terziario, rappresenta un’attrattiva per le formazioni criminali economico - finanziarie intenzionate alla commissione di illeciti penali in materia di appalti e delle truffe per l’indebita percezione dei contributi pubblici".

Nel Lazio "non emerge una realtà criminale in grado di imporsi o prevalere stabilmente sulle altre". E, in particolare a Roma e nel suo hinterland - dove le indagini "hanno documentato la costituzione di veri e propri organismi mafiosi propri delle regioni di provenienza, quali, ad esempio, 'locali' di 'Ndrangheta" - le diverse organizzazioni "cercano, per quanto possibile, di evitare occasioni di conflittualità nella consapevolezza che il raggiungimento di un punto di equilibrio possa costituire un fondamentale fattore di sviluppo e di profitto comune, talvolta superando anche contrasti in atto nei territori di origine". La Lombardia, infine, "si appresta a vivere un singolare momento storico" per la "concentrazione di investimenti pubblici collegati all'imminente organizzazione" dei "Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026" e per la "realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza". Per questo c'è la "necessità di efficaci controlli preventivi" per contrastare l'interesse delle mafie.

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