Depositato senza omissis uno dei verbali rilasciati ai magistrati che lo hanno arrestato, l’ex primula rossa

"Tengo in chiaro che io non so niente di Firenze, io non so niente anche perché non c'è mai stata in una mia condanna nessun riscontro oggettivo. Quello di Firenze, qualora fosse vero, non è che si volevano uccidere persone, anche perché ci sono collaboratori che dicono che la finalità non era uccidere delle persone. Solo che il problema è stato secondo me che sono andati con la ruspa cioè hanno ucciso la mosca con le cannonate. Perché si sa che se si mettono bombe, possono cadere degli innocenti". A parlare è il boss stragista di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro, nel corso di un interrogatorio reso al gip nei mesi scorsi, ora depositato senza omissis, in cui dava la propria versione della strage dei Georgofili.

Prima di morire, infatti, l’ex primula rossa, latitante per trent’anni, ha accettato di sottoporsi a tre interrogatori, rispondendo alle domande dei magistrati. Ma non essendo un collaboratore di giustizia, il capomafia ha fornito a questi ultimi la propria versione dei fatti, cioè quella di un irriducibile capo mafia e quindi viziata in termini di attendibilità.


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Ciò nonostante, Messina Denaro, che ha sempre rifiutato di collaborare con la giustizia e si è dichiarato estraneo alla strage di 30 anni fa, ha lanciato una serie di messaggi che possono pure essere depistaggi. E raccontato circostanze presuntivamente verosimili. Nell'attentato, compiuto tra il 26 e il 27 maggio del 1993, morirono cinque persone, tra cui anche due sorelline, Nadia e Caterina Nencioni (di 50 giorni e 9 anni). Negando di aver avuto un ruolo nelle bombe di Firenze, il capomafia, morto il mese scorso, aggiungeva tuttavia che “la finalità era prendersela con lo Stato, con i beni dello Stato". "Non è stato secondo me un errore - ha spiegato - è stato menefreghismo che è peggio perché l'errore può essere perdonato. Ma se io capisco e intuisco che là succedeva una strage ecco che una bomba là non sarebbe mai stata messa". "Il problema - ha concluso - è che hanno usato gente che non vale niente".

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