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di AMDuemila
Coronavirus sarà la prima di tante altre crisi dovute al cambiamento climatico. Soluzione? La transizione ecologica

Le battaglie sociali per la difesa dell’ecosistema dei giovani del Friday’s For Future non si fermano. Anche se oggi, in occasione del quinto sciopero globale per il clima, le piazze saranno vuote, senza cori, striscioni, manifesti e canzoni per le restrizioni da Coronavirus, i piccoli attivisti ispirati dalla svedese Greta Thunberg hanno trovato comunque il modo di far sentire la propria voce. E lo hanno fatto appoggiandosi ai social. La loro presenza, infatti, sarà digitale, basta accedere al sito dedicato e geolocalizzarsi davanti a Palazzo Chigi, dove si terrà il sit in virtuale. Sarà "lo sciopero digitale più grande di sempre", per chiedere una "giustizia climatica" al grido degli hashtag #digitalstrike e #ritornoalfuturo, dicono gli organizzatori. Perché quella del global warming è "una crisi in atto e sarà la prossima da affrontare una volta usciti da quella del coronavirus", spiegano. La prima "di tante altre crisi, sanitarie, economiche o umanitarie dovute al cambiamento climatico e ai suoi frutti avvelenati" scrive "FFF Italia" sul sito ritornoalfuturo.org. Nell'attuale emergenza sanitaria che vivono come "un incubo pieno di incertezza", i giovani del "FFF" non possono più scendere in strada con i cartelloni a protestare contro i governi "poco incisivi" contro il riscaldamento globale e per sollecitare azioni finché si è in tempo: "Sono rimasti solo 8 anni per evitare le conseguenze peggiori", ricorda Fff Italia avvertendo che "l'uscita dall'emergenza del Covid-19 sarà la nostra ultima occasione per investire davvero sulla transizione ecologica".
Oltre alla partecipazione “in piazza”, gli attivisti dei Fridays For Future suggeriscono di appendere un oggetto verde alle finestre, di creare, come sempre, un proprio cartello e farsi un selfie con gli hashtag #24A e #FFF, #RitornoAlFuturo, #GlobalStrikeForClimate (e “taggando” le pagine dei Fridays), di pubblicare un contenuto artistico - canzone, ballo o disegno - in tema, infine, se si vuole, di piantare simbolicamente un seme. Il movimento ambientalista ha anche scritto una lettera appello all'Italia, già firmata da circa settemila persone fra cui decine di docenti universitari e ricercatori sul clima. "Fusione dei ghiacciai ed innalzamento dei mari, acidificazione degli oceani, inondazioni, ondate di calore e siccità sempre più intensi, tempeste e uragani sempre più devastanti" dimostrano la crisi in atto ma "la soluzione esiste già: la transizione ecologica sarà il cuore e il cervello di questa rinascita" dopo la pandemia, "una rivoluzione del nostro intero sistema", senza ritornare al passato ma guardando avanti preparando "il nostro Ritorno al Futuro". La strada da intraprendere è quella che prevede "un colossale, storico, piano di investimenti pubblici sostenibili che porterà benessere e lavoro per tutti, dopo il viaggio nell'oscurità di questa pandemia". I ragazzi si dicono ottimisti. Hanno una visione precisa sul futuro, in cui ad esempio "produrremo tutta l'energia da fonti rinnovabili", si riconvertiranno le aziende inquinanti e ci sarà un trasporto pubblico efficiente, si rinnoveranno edifici pubblici e privati, abbattendo emissioni e bollette. E come ribadito più volte dalla piccola Greta Thunberg "è la scienza a indicarci la rotta". "Cara Italia - scrivono - sei di fronte ad un bivio della tua storia, e non dovranno esserci miopi vincoli di bilancio o inique politiche di austerity che ti impediscano di realizzare questa svolta. Cara Italia, tu puoi essere d'esempio. Puoi guidare l'Europa e il mondo sulla strada della riconversione ecologica".

Foto © Imagoeconomica

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