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Il giudice della Corte d’Appello nel processo per corruzione ha fissato tre udienze per il suo esame

Tre udienze di fuoco. Così si preannunciano quelle fissate dalla Corte d'Appello di Caltanissetta, per l'esame di Antonello Montante, condannato in primo grado a quattordici anni di carcere per corruzione. A sorpresa questa mattina, nel corso del processo che si svolge con il rito abbreviato, nei confronti di cinque imputati accusati di aver fatto parte del cosiddetto "Sistema Montante", l'ex leader di Confindustria Sicilia ha fatto sapere di voler parlare.
Le date scelte dal Tribunale per la sua deposizione sono quelle dell'11, il 12 ed il 18 giugno. "Montante, che nel processo di primo grado non ha mai reso dichiarazioni per le sue condizioni di salute - ha spiegato il suo avvocato, Carlo Taormina - ha ritenuto che la corte nissena che deve giudicarlo sia da ritenere affidabile ed imparziale e che questa sia la sede giusta per mettere fine al massacro al quale continua ad essere sottoposto e che merita la dovuta risposta". "La Corte - rivela il penalista - ha accolto la richiesta e sono state fissate tre prime udienze nel corso della quali Montante chiarirà la sua posizione e quella di magistratura e istituzioni continuamente chiamate in causa come protagoniste del così detto 'Sistema Montante'. Il dado è tratto".
L'ex presidente di Unioncamere Sicilia e della Camera di commercio nissena era accusato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e accesso abusivo a sistema informatico. Sarebbe stato al centro del cosiddetto 'Sistema Montante' una rete spionistica utilizzata per salvaguardare se stesso e colpire gli avversari. In primo grado la gup Graziella Luparello emise una pena maggiore della richiesta dei pm. Nelle motivazioni della sentenza si leggeva: "Montante è stato il motore immobile di un meccanismo perverso di conquista e gestione occulta del potere che, sotto le insegne di un'antimafia iconografica, ha sostanzialmente occupato, mediante la corruzione sistematica e le raffinate operazioni di dossieraggio, molte istituzioni regionali e nazionali". Adesso l'ex presidente di Confindustria Sicilia, decide di rompere il proprio silenzio. Una mossa a sorpresa che genera subbuglio dentro e fuori quegli ambienti, istituzionali e non, che a lui si erano avvicinati. E già ci si chiede: dirà tutto quello che sa?

Foto © Imagoeconomica

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