Ieri il plenum del Csm ha respinto la proposta di archiviazione della delibera relativa alla presidente del tribunale di Grosseto Laura Di Girolamo. Quest'ultima, secondo le carte, avrebbe ripetutamente chiamato Luca Palamara, al tempo ancora in magistratura, per cercare di ottenere delle promozioni.
La pratica è stata respinta con 11 voti contrari (di cui quello del consigliere togato Nino Di Matteo) e 10 a favore, segno che il Consiglio superiore della magistratura, ancora non riesce a staccarsi da determinate logiche, arrivando a giustificare, come nel caso della seduta plenaria di ieri, determinati comportamenti.
"La dobbiamo finire di considerare che la magistratura è solo questa" ha detto con forza Di Matteo. "Perché nel 2017 e nel 2018, come anche ora per fortuna, ci sono centinaia di magistrati che anche se si sentono dire, come personalmente mi è capitato, 'Ah ma noi pensavamo che non avevi interesse', non vanno a reclamare l'interesse in maniera così pressante e non vanno a chiedere il favore a nessuno. Per fortuna esistono centinaia di magistrati e noi dobbiamo avere rispetto per questi magistrati. Non possiamo pensare che 'siccome così fan tutti' o 'come così facevano tutti' noi dobbiamo giustificare questo tipo di comportamenti".
Nel marzo 2019 la dottoressa Di Girolamo aveva fatto domanda per vari posti direttivi, allora era presidente di sezione del tribunale di Roma, e gli era stato poi conferito l'incarico di presidente del tribunale di Grosseto.
Le chat che sono state importate nella delibera, principalmente, riguardano tutte le interlocuzioni che la dottoressa Di Girolamo ha avuto con Palamara per informarsi e sponsorizzare le sue domande presso alcuni posti direttivi.
Dalla lettura delle chat si desume che la Di Girolamo, al fine di perorare il buon esito delle richieste di conferimento di incarichi direttivi presso le sedi di Rieti, Tivoli e Terni si era rivolta non solo a Palamara ma, probabilmente nel mese settembre 2017, anche ad altri componenti laici del Consiglio, incontrando personalmente presso la sede consiliare sia il Consigliere laico Balducci sia il Vice Presidente Legnini. Riguardo alla richiesta di intervento di Palamara e al suo interessamento nella procedura relativa all’incarico per le sedi di Spoleto e Grosseto, Di Girolamo il 14 novembre del 2017 aveva scritto così a Palamara: “Ti volevo dire che io potrei andare solo a Spoleto. Mio papà ha 86 anni e mia figlia 16. Sono sicura che tu mi capirai se ti dico che devo avere la possibilità di andare la mattina e rientrare nel pomeriggio. Per questo ci eravamo accordati per Spoleto che è già più difficoltoso di Tivoli e Rieti ma, comunque, ancora praticabile per me in questa fase difficile di vita personale. Sono convinta che mi capirai e mi aiuterai. Mi avrebbe fatto piacere parlare con te a voce proprio per spiegarci meglio ma capisco i tuoi impegni...”. Le conversazioni sono proseguite fino al 10 aprile 2018 10.4.2018 con richieste di notizie e aggiornamenti. Fino a quando Di Girolamo aveva scritto Palamara: “ok. Vai su Grosseto. È meglio un uovo oggi...ok. Mi fido di te...fai quello che pensi giusto per me.” Due giorni dopo, Palamara aveva risposto: “Grosseto!!!!...Unanime...Da oggi mi vorrai più...bene”.
La consigliera togata Elisabetta Chinaglia ha commentato dicendo che "io credo che questo dimostri un approccio con l'istituzione consigliare e con il governo autonomo, che non riesco a conciliare con le funzioni direttive di presidente di un tribunale".
"Nelle aule che tutti abbiamo frequentato - ha continuato Di Matteo - c'è scritto che la giustizia è amministrata in nome del popolo italiano" e "vi voglio chiedere una cosa con una domanda retorica: se anche 100, anche 50, anche 10, anche un solo cittadino che a che fare con la giustizia nel circondario di Grosseto avesse letto, come sicuramente avrà letto, questo tipo di conversazioni, come facciamo a dire che l'immagine del presidente del tribunale di Grosseto non risulta appannata sotto il profilo della imparzialità e della indipendenza?".
(Prima pubblicazione: 12 Maggio 2022)

Foto © Deb Photo

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