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la vardera ismaeleDarà il suo contributo sul voto di scambio poltico-mafioso
di Aaron Pettinari
Il giovane giornalista de “Le Iene”, Ismaele La Vardera, sarà consulente per la Commissione regionale Antimafia, presieduta da Nello Musumeci, sui temi di voto di scambio politico-mafioso, per un periodo di tre mesi, a titolo gratuito. L’ok definitivo da parte del Presidente dell’Assemblea regionale siciliana c’è stato nelle scorse settimane.
Il suo nome, di recente, era stato proposto da alcuni Comitati Civici per la poltrona di primo cittadino a Palermo, per le prossime elezioni amministrative. Una candidatura che il giovane giornalista palermitano ha rifiutato in un comunicato video che ha pubblicato sul suo profilo Facebook. Un video in cui, pur apprezzando l’attestato di stima, ha voluto lanciare un appello ai propri coetanei: “Non lasciate che scelgano per voi, abbiate il coraggio di scendere in campo, di candidarvi a ruoli importanti di questa città. Palermo ha bisogno di gente che ha la rivoluzione dentro di gente che mette passione cuore e passione per cambiare il futuro di questa città. Che Dio benedica Palermo e il prossimo sindaco di questa città che ne avrà sicuramente bisogno”.
Di recente, anche grazie al suo contributo, è stata aperta l’inchiesta “Bingo family” sulle estorsioni subite dal deputato dell’Ars Giuseppe Gennuso e dal figlio Riccardo.
Certo è che il suo è un percorso iniziato prestissimo con un impegno a forte connotazione sociale e con una particolare sensibilità verso le tematiche della legalità. Dopo uno stage a Telejato, nel 2013, in stretta collaborazione con Pino Maniaci, sceglie di dedicarsi in particolare al giornalismo di inchiesta. La sua prima video inchiesta è del maggio 2014 quando, attraverso una conversazione registrata con un consigliere comunale di Villabate, è riuscito a svelare le irregolarità nella scelta degli scrutinatori per le elezioni europee. Un’inchiesta che viene ripresa persino dalla trasmissione “Le Iene” e che ha portato la giunta di Villabate alle dimissioni.
Il suo impegno è poi proseguito con la pubblicazione di libri (“Le piccole cose fanno la differenza”, con la prefazione di Lirio Abbate giornalista de “L’Espresso” e postfazione di Lucio Luca vicecapo redattore esteri de “La Repubblica”) e con la promozione del progetto nazionale “Il Silenzio è dolo”. Quest’ultimo è stato presentato ufficialmente a Montecitorio nel 2015 e si tratta di un brano denuncia contro tutte le mafie realizzato dal cantautore di Coreggio Marco Ligabue, con la collaborazione di Othelloman e Lello Analfino. Un progetto a cui ha partecipato anche la testimone di giustizia Valeria Grasso e che è stato presentato in diversi licei d’Italia, Università e comuni e che gli ha permesso di raccontare la propria testimonianza a migliaia di ragazzi.
Attualmente Isamele, che nel frattempo prosegue le proprie collaborazioni con "Le Iene" e con il programma di Italia Uno OpenSpace condotto da Nadia Toffa, è anche presidente nazionale dell’associazione nazionale per le verità scomode. Un’associazione che è rete di giovani, amministratori, liberi professionisti contro ogni forma di mafia e omertà.

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