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L'ex senatore è tuttora imputato di concorso esterno in associazione mafiosa

I magistrati della procura generale di Palermo hanno presentato ricorso in Cassazione per chiedere il riconoscimento della 'pericolosità sociale' dell'ex senatore Antonio D'Alì. A metà gennaio i giudici della corte d'Appello avevano annullato la misura di prevenzione applicata al politico trapanese, che dall'agosto 2019 era sottoposto all'obbligo di soggiorno nel comune di Trapani. Nel ricorso il pg Rita Fulantelli, ha chiesto di applicare nuovamente la misura di prevenzione nei confronti di D'Alì che "deve ritenersi un soggetto ancora sottoposto alle regole di Cosa nostra", si legge nel documento indirizzato alla corte di Cassazione. "La pericolosità sociale qualificata di Antonio D'Alì - scrive il pg Fulantelli - proprio alla luce dei principi elaborati da questa Suprema Corte, deve ritenersi attuale". L'ex senatore D'Alì è tuttora imputato, in sede penale, con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. E' in corso il processo d'Appello bis, dopo che la Corte di Cassazione annullò le decisioni dei giudici di Appello palermitani che avevano confermato quelle di primo grado depositate nel 2013 in cui era stato dichiarato prescritto per i fatti precedenti al gennaio 1994, assolto per quelli successivi.

Foto © Imagoeconomica

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