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Il procuratore generale ha dato ordine di eseguire, il 22 luglio, nell'ambito di un'operazione anti-narcotici una serie di perquisizioni in diverse proprietà e in un edificio governativo a fine luglio nel comune di Esquipulas Palo Gordo, nel dipartimento di San Marcos, al fine di scoprire come le famiglie coinvolte nella politica locale possono svolgere un ruolo fondamentale nel commercio regionale di cocaina.
Alla base dell'ordinanza vi sarebbe il sospetto che il sindaco della città, Exadillas Dionel Ramos Aguilar, e la sua famiglia siano coinvolti nel traffico di droga. In base alle dichiarazioni di Alan Ajiatas, sottodirettore dell'unità antinarcotici della Procura Generale rilasciate ad InSight Crime, il sindaco ha spostato nel corso del tempo tanti piccoli lotti di cocaina dal Guatemala occidentale al Messico, utilizzando una rete di aziende.
La moglie del sindaco, Lucinda Esperanza Aguilar Pérez, sarebbe anche lei coinvolta, poiché ha gestito secondo gli investigatori una rete di società utilizzate per simulare profitti e acquisire beni in città e altrove. I beni sospetti includevano una villa presumibilmente di proprietà del sindaco e della sua famiglia, oltre a diverse auto di lusso. Ajiatas a InSight Crime ha rivelato che le autorità guatemalteche hanno arrestato un totale di 11 sospetti durante i raid del 22 luglio, compreso il figlio del sindaco, accusato di riciclaggio di denaro e associazione illecita. Altri parenti, tra cui il fratello del sindaco e un altro figlio, sarebbero anch'essi parte della banda criminale. Gli inquirenti hanno anche scoperto che un contabile, per le imprese registrate a nome di Aguilar Pérez lavorava nella tesoreria municipale di Esquipulas Palo Gordo.
Al fine di continuare le indagini sul conto del sindaco la Procura ha chiesto la revoca dell'immunità.
Purtroppo il caso del comune di San Marcos non è l'unico. Infatti altri clan guatemaltechi hanno adottato strategie più audaci per perseguire profitti illeciti e controllo territoriale.
Per esempio, il traffico di droga guidato da Erick Salvador Súñiga Rodríguez - l'ex sindaco di Ayutla, una piccola città di San Marcos al confine con il Messico - in cui le spedizioni di cocaina avveniva in sinergia con i narcos del cartello messicano di Sinaloa e con l'aiuto di funzionari delle forze dell'ordine locali corrotti.
Inoltre, prima di Súñiga, l'ex boss guatemalteco Juan Ortiz, alias "Juan Chamalé", ha mantenuto forti legami con l'ufficio del sindaco e, secondo quanto riferito, ha usato dei militari per proteggere le spedizioni di droga. Il distretto di San Marcos, oltre al comune di Esquipulas Palo Gordo, comprende anche la città di Ocós situata sulla costa del Pacifico. La città è da tempo considerata un punto caldo per il traffico di cocaina che è stato per anni governato dalla famiglia di Carlos Preciado Navarijo, l'ex sindaco che a fine febbraio è stato estradato negli Stati Uniti con l'accusa di traffico di droga. Inoltre nel 2011, anche la zia di Preciado Navarijo è stata arrestata e successivamente giudicata colpevole di traffico di droga negli USA. E anche qui non mancavano i legami con la politica locale e nazionale. La madre di Preciado Navarijo per esempio ha trascorso oltre un decennio come sindaco di Ocós e ora ricopre la stessa posizione nella vicina città di La Blanca e la figlia Vivian Preciado Navarijo ricopre tutt'oggi la carica di deputata.
Le guerre per il controllo del traffico di droga ora si sono estese più sud, nel dipartimento di Jutiapa, in cui si sono registrati brutali tentativi di omicidio compiuti dai membri legati al narcotraffico, a volte assistiti dalle forze di sicurezza locali.

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