Clima di positività sulla proposta egiziana, Hamas tornerà al Cairo mercoledì con la risposta. Borrell: alcuni Stati Ue riconosceranno la Palestina entro fine maggio

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sembra voler bruciare ad ogni costo la possibile riuscita - probabilmente non più così remota - di una tregua tra Israele e Hamas sulla guerra a Gaza. Durante un incontro con i rappresentanti delle famiglie degli ostaggi e delle famiglie il premier ha dichiarato che "l'idea di porre fine alla guerra prima di raggiungere tutti i nostri obiettivi è inaccettabile. Noi entreremo a Rafah e annienteremo tutti i battaglioni di Hamas presenti lì, con o senza un accordo, per ottenere la vittoria totale". Oggi si è tenuto un importante tavolo negoziale al Cairo. La proposta egiziana per un cessate il fuoco a Gaza è la migliore presentata a Hamas degli ultimi mesi in quanto include concessioni da parti di Israele su diversi punti, ha sottolineato un dirigente dell'organizzazione palestinese in un'intervista al network Quds, ritenuto vicino a Hamas.
"Israele accetta il ritorno incondizionato degli sfollati e ha abbandonato l'idea che non torneranno", ha affermato il dirigente, riferendosi alla richiesta che ai palestinesi venga consentito di tornare nel nord della Striscia di Gaza. Il canale televisivo saudita Al Hadath ha riferito che la risposta di Hamas, i cui rappresentanti hanno lasciato questa sera Il Cairo, alla proposta di cessate il fuoco dovrebbe arrivare entro domani sera. Prima di allora Israele non invierà una propria delegazione al Cairo finché Hamas non avrà dato la sua risposta all'offerta di accordo sul tavolo. La deadline sarà mercoledì sera.


Wsj: "Nella bozza di accordo due fasi, cessate il fuoco fino a 13 settimane"

Prevede due fasi l'ultima bozza d'accordo tra Israele e Hamas sul tavolo dei negoziatori al Cairo. Lo scrive il Wall Street Journal citando funzionari egiziani, secondo i quali la proposta - che Israele ha contribuito a redigere ma che non ha ancora accettato - prevede nella prima fase il rilascio di almeno 20 ostaggi in tre settimane in cambio della liberazione di un numero imprecisato di prigionieri palestinesi. La durata della prima fase potrebbe essere prolungata di un giorno per ogni altro ostaggio liberato.


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La seconda fase includerebbe un cessate il fuoco di 10 settimane durante le quali Hamas e Israele dovrebbero concordare un rilascio di altri ostaggi e una pausa nei combattimenti che potrebbe durare fino a un anno. Sebbene l'ala politica di Hamas abbia inizialmente risposto positivamente, il gruppo - sostengono le fonti egiziane - in seguito ha criticato l'assenza di riferimenti espliciti alla fine della guerra.


Medioriente, Guterres: Israele e Hamas trovino accordo ora

Sul sì di Hamas all'ultima proposta di tregua sul tavolo premono gli occidentali e diversi Paesi arabi. Anche l’Onu chiede di accordarsi. “Invito con forza il governo di Israele e la leadership di Hamas a raggiungere un accordo ora. Senza quello, la situazione porterà a una escalation insostenibile, finendo per uccidere altre migliaia di civili e spingere altre migliaia di persone ad andarsene, con un impatto devastante sui palestinesi a Gaza”, ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, parlando ai giornalisti al Palazzo di Vetro, sede dell'Onu.


Wafa: raid Israele su Gaza, solo ieri 36 morti; 26 a Rafah

Tre civili sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti nella notte in un attacco aereo israeliano su una casa nel campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. Lo riporta l'agenzia palestinese Wafa. Un drone israeliano ha preso di mira una casa nel quartiere di al-Tuffah a Gaza City, uccidendo altri due civili e ferendone molti altri. L'attacco ha coinciso con il bombardamento da parte di Israele dei quartieri al-Daraj e Sheikh Radwan della città. Da ieri il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza è salito a 34, di cui 26 a Rafah, aggiunge l'agenzia palestinese. Gli ultimi attacchi di Israele portano il numero totale delle vittime dal 7 ottobre a 34.535 persone uccise e 77.704 ferite, con 8.000 persone ancora ritenute disperse. Lo rende noto il ministero della Sanità di Gaza, precisando che nell'ultimo giorno i raid dell'Idf nella Striscia hanno ucciso 47 persone e ne hanno ferite 61.


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Josep Borrell


Borrell: alcuni Stati Ue riconosceranno la Palestina entro fine maggio

Si prevede che diversi Stati membri europei riconoscano lo Stato palestinese entro la fine di maggio. Lo ha detto il capo della politica estera dell'Ue, Josep Borrell, a margine di un incontro speciale del Forum economico mondiale a Ryad.


Media: approvato piano per Rafah, decisive prossime 72 ore

Nel frattempo Israele non desiste dal progettare l’invasione di Rafah. I piani finali per l'azione militare a Rafah e nei campi profughi nel centro della Striscia di Gaza sono stati approvati dal capo di stato maggiore delle forze di difesa israeliane, il tenente generale Herzi Halevi. Secondo il sito di notizie Ynet, che non cita alcuna fonte, i carri armati israeliani sono schierati al confine di Gaza e pronti a ricevere il via libera per iniziare la controversa offensiva, considerata da Israele l'ultima spinta necessaria per sradicare le forze combattenti di Hamas. I piani tattici per entrare nel vivo dei combattimenti sono stati completati negli ultimi giorni, riferisce Ynet, e includono un'invasione graduale che può essere fermata o ritardata in caso di progressi nei colloqui sugli ostaggi. Le prossime 48-72 ore, afferma Ynet, saranno decisive.


Unrwa: "128 membri dell'Agenzia Onu uccisi a Gaza"

Sono 128 i membri dell'Unrwa uccisi dallo scorso 7 ottobre nella guerra in corso nella Striscia di Gaza. Lo ha annunciato a Ginevra il commissario generale dell'Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi, Philippe Lazzarini. Nei raid israeliani su Gaza sono anche stati danneggiati 160 strutture dell'Unrwa uccidendo 400 persone che avevano trovato rifugio al loro interno, ha aggiunto il diplomatico.

Foto © Imagoeconomica

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