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Il boia di Srebrenica, Ratko Mladic, passerà il resto della sua vita in carcere senza possibilità di ricorso

Dopo 26 anni dal conflitto armato in Bosnia, il comandante militare dei serbo-bosniaci e criminale di guerra jugoslavo Mladic è stato condannato in appello alla pena dell'ergastolo dai giudici del Tribunale dell'Aja (la giuria era composta da cinque giudici e guidata dalla presidente dello Zambia, Prisca Matimba Nyambe) i quali hanno confermato le accuse di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.
Su 11 capi d’accusa l'ex generale è stato riconosciuto colpevole di 10, infatti è stato assolto da una seconda accusa di genocidio legata ad un'operazione per cacciare i non serbi da diverse città all’inizio della guerra.
Anche l’ex leader politico di Mladic, Radovan Karadzic, era stato condannato per gli stessi crimini e tutt'ora sta scontando l’ergastolo.
Mladic, 78anni, era presente in aula e ha seguito con le cuffie della traduzione la lettura del lungo dispositivo di sentenza mentre le madri e le vedove delle vittime ascoltavano a loro volta.
Già nel 2017 l’ex capo militare era stato condannato all’ergastolo in primo grado per il genocidio di Srebrenica - il peggior massacro sul suolo europeo dalla Seconda guerra mondiale, perpetrato davanti agli occhi dei soldati olandesi della missione Onu - dove nel luglio 1995 furono massacrati 8 mila bosniaci musulmani, e per il lungo assedio di Sarajevo, il più lungo nella storia bellica della fine del XX secolo, in cui morirono circa 10mila persone.
La sentenza nel processo d’appello chiude quasi tutti i procedimenti delle Nazioni Unite per i crimini commessi in una guerra che ha ucciso più di 100.000 persone e ha lasciato milioni di sfollati.
Tuttavia la sentenza non ha soddisfatto le speranze di chi avrebbe voluto vedere l'ex generale condannato per altri capi di imputazione come il genocidio in altri sei comuni della Bosnia - Foca, Vlasenica, Kljuc, Sanski Most, Kotor-Varos e Prijedor. “Tutto ciò che rientra nel concetto di genocidio - ha commentato Halida Konjo-Uzunovic, presidente dell’associazione Foca 92-95 - è stato commesso anche a Foca, o a Prijedor, e in altre città: stupri sistematici, provati grazie alle testimonianze di 16 donne coraggiose, campi di concentramento, persecuzioni, la distruzione di 17 moschee di Foca e la cancellazione di ogni traccia dell’esistenza dei bosgnacchi in questa città”. Per questo, ha detto Konjo-Uzunovic, “ci aspettiamo che i giudici dell’Aja dicano a tutto il mondo che il genocidio è stato perpetrato, oltre che a Srebrenica, anche in altre città: solo così si può impedire che si ripeta il male che si sta preparando con la glorificazione dei criminali di guerra e la comparsa dei loro murales in diverse città”, mentre cresce sempre di più il problema della negazione dei crimini di guerra, a cominciare dallo stesso genocidio di Srebrenica.
Nonostante ormai la sua colpevolezza e la sua partecipazione ad efferati crimini sia ormai verità giudiziaria
molti serbi-bosniaci lo ritengono ancora un eroe condannato ingiustamente, così come molti sostenitori dell’estrema destra, sia in patria che all'estero.
Milorad Dodik inoltre ha dichiarato pochi giorni prima della lettura della sentenza che il tribunale dell’Aja non è luogo di giustizia definendolo un figlio delle potenze occidentali e che le sue sentenze non hanno riappacificato i popoli della Bosnia-Erzegovina.
Il procuratore delle Nazioni Unite Serge Brammertz ha voluto sottolineare l'importanza della sentenza per i famigliari delle vittime “se parli ai sopravvissuti, le madri (di Srebrenica) che hanno perso i loro mariti, i loro figli, tutto questo è evidente: le loro vite si sono davvero fermate nel giorno del genocidio”, ha detto ai giornalisti prima del verdetto.
Mladic fu chiamato a rispondere delle sue azioni per la prima volta nel 1995 - dopo la fine della guerra in Bosnia - e a quel tempo si diede alla latitanza per poi essere arrestato nel 2011 e consegnato al Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia dall’allora governo filo-occidentale della Serbia.

Foto © Фото: Михаил Евстафьев / Photo by Evstafiev Mikhail is licensed under CC BY-SA 3.0

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