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Chiudere il cerchio sul clan 'Cipriano', organizzazione criminale operativa a Bitonto e Palo del Colle, in provincia di Bari: è questo l'obiettivo della vasta operazione dei carabinieri del Comando Provinciale del capoluogo pugliese, svoltasi nella notte, che ha portato all'esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare a carico di 25 persone (24 in carcere e uno ai domiciliari) perché ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere dedita al traffico e alla commercializzazione al dettaglio di ogni tipo di sostanza stupefacente, avvalendosi del metodo e delle finalità mafiose e avendo la disponibilità di armi. L'attività investigativa, denominata "Porta Robustina", in riferimento alla zona del centro storico di Bitonto dove avveniva lo spaccio, è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Le indagini hanno preso avvio nel 2017 sia dopo l'omicidio del cittadino albanese Edvin Sadiku, avvenuto a Bitetto il 4 febbraio 2017, nel contesto dello spaccio di stupefacenti, e dopo quello dell'anziana Anna Rosa Tarantino, vittima innocente di mafia, avvenuto a Bitonto il 31 dicembre 2017 nell'ambito della guerra tra i due clan rivali: i Conte e Cipriano, operanti sul territorio. Come si legge nell'ordinanza, il gruppo agiva "con modalità tipiche della minaccia mafiosa" ("in quanto poste in essere in maniera eclatante in pieno giorno, in zone frequentate da gente, anche avvalendosi di azioni armate") e con "finalità palesemente intimidatorie" ("in quanto idonee a mirate a esercitare nelle vittime, appartenenti al clan rivale in conflitto, una particolare coartazione psicologica e uno stato di assoggettamento dovuti alla capacita' dell'azione commessa di evocare l'esistenza di consorterie e sodalizi amplificatori della valenza criminale del reato commesso"). Nell'ambito delle attività sono stati anche sequestrati 1 kg di marijuana, 500 grammi di hashish, 400 grammi di cocaina e 90 di eroina, ma anche una pistola semiautomatica modello 85 e circa un centinaio di cartucce di vario calibro. Oltre ai 25 arrestati, alle 43 persone che risultano indagate, sono contestati, a vario titolo, diversi episodi di detenzione e spaccio di droga, porto e detenzione di armi, un episodio di estorsione col metodo del cavallo di ritorno e diverse violazioni degli obblighi inerenti la Sorveglianza Speciale.

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