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di AMDuemila
Il ministro della Giustizia a Il Fatto Quotidiano: "Stop a gattopardismi"

"La situazione in cui versa la magistratura è grave, e questa volta pare anche seria". E' il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, intervistato da "Il Fatto Quotidiano" a commentare la crisi che ha investito in queste settimane il mondo della magistratura, tra Csm, dimissioni, inchieste e nuove nomine.
"Delle degenerazioni del correntismo si parla da anni, ed è stato su mio impulso che nel contratto di governo è stata inserita la riforma del Csm, proprio per reagire a questo. Però il fatto che alcuni politici discutessero con dei togati delle nomine in procure rappresenta un elemento in più". Un elemento che è stato raccolto anche grazie al nuovo sistema di intercettazione con il trojan inserito nel cellulare del giudice Palamara. Così sul deputato Cosimo Ferri, che ha sostenuto di essere stato intercettato in modo illegittimo, dice: "Non commento. Pero' rivendico il fatto che la legge spazzacorrotti abbia dato agli inquirenti uno strumento fondamentale come il trojan, che in cinque mesi sta facendo emergere sistemi di corruzione in tutta Italia. E ha fatto scoprire anche lo scandalo del Csm". Sull'ex ministro Luca Lotti che ha rivendicato di non aver commesso alcun reato parlando con i magistrati, Bonafede spiega: "Sul singolo fatto non entro, visto che ho aperto un procedimento su quella intercettazione. Dopodiché la rilevanza penale non c'entra nulla con quanto accaduto. Qui si pone una questione morale enorme, anche per i politici".
Resta la differenza di vedute con la Lega sulla pubblicazione delle intercettazioni sulla stampa dove il ministro degli Interni Salvini sostiene che "è indegno leggere intercettazioni senza alcun rilievo penale". Sul punto Bonafede ha un'idea diversa: "Tramite le nuove tecnologie si possono blindare le intercettazioni, evitando la fuga di notizie prima che entrino in possesso delle persone coinvolte. E condivido che non vadano diffusi fatti privati o che riguardano terzi. Ma il diritto all'informazione non può essere limitato". Come si traccia il confine? "Va pubblicato ciò che ha rilevanza pubblica, e il confine è già tracciato dal diritto. La privacy, per me sacrosanta, è già tutelata dalla legge". E sulle intercettazioni pubblicate sul caso Csm ha aggiunto: "E' giusto che i giornalisti raccontino quanto accaduto. Qualcuno magari si è spinto troppo oltre citando soggetti palesemente estranei ai fatti". Ma il ministro dice di non volere bagagli alla stampa.
Tornando sulla bufera al Csm ha aggiunto: "Adesso più che le parole servono i fatti. Da ministro devo innanzitutto agire come titolare del potere disciplinare nei confronti di chi ha sbagliato. E bisogna avviare un pacchetto di riforme di cui in tanti hanno parlato in passato, senza fare nulla. Non c'è più spazio per i gattopardi".

Foto © Imagoeconomica

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