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201407-padi AMDuemila - 16 luglio 2014
Rita e Salvatore Borsellino: “chi occupa abusivamente posti istituzionali stia lontano da Via D’Amelio”
“Sono qui, oltre che per ricordare, anche per lottare insieme a tanti giovani che vengono da tutta Italia” è quanto ha detto Salvatore Borsellino a margine della conferenza stampa nella quale sono state presentate le varie iniziative che nei prossimi giorni ricorderanno il fratello e gli agenti di scorta uccisi in via D'Amelio 22 anni fa.
“Qui ci sono magistrati che stanno cercando di arrivare alla verità – ha poi continuato il fondatore delle Agende Rosse – che stanno cercando di arrivare alla verità su una strage di Stato. Dovrebbero essere appoggiati dalle istituzioni invece vengono ostacolati dai gradi più alti”. Salvatore ha sottolineato come “il processo sulla trattativa Stato-mafia ha spezzato la congiura del silenzio sui complici legati alle istituzioni e non solo”. E ancora: “Le stragi del '92 e '93 sono la diretta conseguenza della trattativa, sulla quale si deve fare luce altrimenti non siamo in democrazia”. Rita Borsellino, facendo eco al fratello presente insieme a lui alla conferenza stampa, ha affermato di non aver mai avuto paura di mollare “perchè significherebbe tradire la memoria di Paolo, che è andato avanti sapendo quello a cui andava incontro. Per questo anche noi dobbiamo andare avanti”.

Durante la conferenza sono a turno intervenuti tutti i rappresentanti delle associazioni scese in campo per ricordare la strage del 19 luglio '92. A partire dall'Arci con l'evento “Legami di Memoria”, che si tiene ogni anno in occasione della ricorrenza della strage di via d'Amelio alla Biblioteca Comunale di Casa Professa a Palermo e quest'anno si terrà presso Villa Savoia a Monreale. Di seguito l'Agesci (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) il 18 luglio si è fatta organizzatrice di una veglia di preghiera in via D'Amelio, dove una 126 imbottita di tritolo alle 16.58 fece saltare in aria la strada in cui abitava la madre di Borsellino. Le iniziative sono le più diverse: dalla “biciclettata” Ruota Libera per la legalità, illustrata da Gandolfo David e prevista per il 19 luglio, alla tradizionale conferenza che, ha spiegato Antimafia Duemila, organizzatrice dell'evento, si svolgerà come ogni anno la sera del 18 presso l'atrio della Facoltà di Giurisprudenza. Qui terminerà il corteo, ha aggiunto Simone Cappellani per il Movimento delle Agende Rosse, che si snoderà lungo le strade di Palermo, ricordando anche il flash-mob che avrà luogo alle 16 in via D'Amelio il giorno dell'anniversario per denunciare il silenzio ancora esistente attorno alla strage e al processo – il “quater” - in corso a Caltanissetta.borsellino-rita-salvatore-c-giorgio-barbagallo Sempre il 19 luglio, ha detto Mariangela Di Gangi, rappresentante del Laboratorio ZEN Insieme, ci sarà una mattinata di animazione unita a percorsi di legalità tutta dedicata ai bambini. L'iniziativa nasce in collaborazione con il Centro studi Paolo Borsellino, il quale ha parlato quel “fresco profumo” che si espande e che deve partire dai bambini, per fornire loro gli strumenti indispensabili per poter andare verso il cambiamento. La Di Gangi ha spiegato l'importanza della partecipazione dei più piccoli, facendo eco al procuratore capo di Palermo Messineo che recentemente aveva dichiarato come “non serve a nulla l'azione di contrasto contro la mafia se non c'è bonifica sociale”.
I giorni dedicati alle varie manifestazioni, ha precisato Salvatore Borsellino, servono soprattutto “per lottare, perchè ancora non abbiamo verità e giustizia” sottolineando di aver voluto dedicare i momenti di memoria soprattutto ai familiari degli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Il 20, invece, avrà luogo come ogni anno l'acchianata a Castello Utveggio, “simbolo di resistenza” ha detto ancora Salvatore. Nella stessa giornata è previsto, come ha ricordato Federica Fabbretti delle Agende Rosse, il dibattito con i parlamentari in Commissione antimafia: Giulia Sarti (M5S), Beppe Lumia (PD), Claudio Fava (ex SEL), Giorgio Ciaccio (M5S – ARS).
“Saremo in via D'Amelio – ha continuato il fratello di Paolo – per impedire che persone indegne che occupano i posti delle istituzioni vengano a portare corone di fiori”. E sempre parlando delle cariche dello Stato, finora quanto mai reticenti riguardo alla ricerca della verità sulla morte di Borsellino: “Mi chiedo che Paese è quello in cui le istituzioni hanno paura di un'agenda rossa alzata in alto”.
Della stessa opinione anche la sorella Rita: “In questi anni abbiamo fatto tanto per consegnare la memoria ai giovani, speravamo che la mafia potesse finire ma così non è stato. I complici sono stati quelle istituzioni che hanno paura di un'agenda rossa. Paolo diceva che le istituzioni sono sacre – ha dunque proseguito – ma ci sono uomini che spesso occupano quei posti abusivamente... a loro chiediamo di stare lontano da via D'Amelio”.

Foto © Giorgio Barbagallo

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