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Lunedì 7 settembre sono stati sentiti davanti al collegio giudicante del Tribunale di Cosenza due storici collaboratori di giustizia, Luca Pellicori e Ernesto Foggetti, nell'ambito del processo che vede imputati Luigi Frassanito e Giovanni Porco, accusati di essere gli “agenti infedeli” del carcere bruzio. I due uomini si sono dichiarati estranei ai fatti e disponibili ad un confronto con i pentiti dei gruppi di ’Ndrangheta cosentini che li hanno nominati nelle loro dichiarazioni.

Luca Pellicori: "Consegnavo a Frassanito dei pizzini"
Il primo pentito ad essere sentito è stato Luca Pellicori, dal 17 ottobre 2014 al 2016 nel carcere di Cosenza, nel settore riservato ai detenuti comuni: "Ero braccio destro di Marco Perna e intraneo del suo gruppo criminale. Nel 2014 ho avuto rapporti con Luigi Frassanito - ha detto il pentito - a lui consegnavo dei pizzini da dare a Marco Perna al quale consigliavo di spostare armi e droga per via delle indagini delle forze dell’ordine". Come riportato in aula i bigliettini venivano scritti in cella, ricoperti con del nastro adesivo, passati a Pellicori il quale poi li consegnava direttamente all’agente della penitenziaria.
Questo modus operandi - secondo il racconto del pentito - si sarebbe interrotto quando Frassanito è stato sospeso dal servizio. La guardia - sempre secondo il pentito - "avvisava se c’erano delle perquisizioni in cella" e "in una occasione, tra il 23 e 24 dicembre del 2014, Frassanito mi avvisò intorno alle 5 del mattino di una imminente perquisizione. Cosa che avvenne un’ora più tardi". Secondo Pellicori, Frassanito aveva favorito anche l’ingresso di sostanze stupefacenti all’interno del carcere: "Entravano pacchetti di sigarette con all’interno 10 o 20 grammi di hashish" i quali poi venivano suddivisi e "distribuiti ai detenuti che ne facevano uso". Era lo stesso Pellicori ad occuparsene. Sull’ingresso della droga si era soffermato anche il legale di uno degli imputati, l’avvocato Bernaudo, chiedendo al teste di essere più preciso sul numero delle dosi consegnate, Pellicori ha detto che la droga è stata consegnata in "sei o sette episodi", ma il legale ha fatto notare che – nel corso dell’interrogatorio reso al momento della decisione di collaborare con la giustizia – gli episodi segnalati erano un paio. Sulla veridicità delle dichiarazioni del pentito, l’avvocato ha insistito con un’altra domanda riferita all’assenza del nome di Frassanito nel verbale reso al momento della decisione di collaborare con la giustizia. "Non feci il suo nome – risponde Pellicori – ma oggi lo faccio perché mi è venuto in mente".
Durante l'udienza Pellicori ha raccontato anche che la droga non sarebbe entrata nel carcere di Cosenza solo “nascosta” nei pacchetti di sigarette, ma anche con un lancio di palline da tennis imbottite di sostanze stupefacenti che arrivavano dall’esterno e finivano nel campetto da calcio del penitenziario. "Le palline venivano tagliate e riempite di droga, poi siliconate e lanciate da fuori" ha detto il collaboratore. Tuttavia questo modus operandi sarebbe durato poco poiché "si sono accorti della cosa ed è finita lì".

Il racconto di Foggetti
Dopo la conclusione dell'interrogatorio di Luca Pellicori è stata la volta di Ernesto Foggetti, il quale è intervenuto tramite collegamento video per dare la propria versione dei fatti.
L’ex membro del clan Bruni è entrato ed uscito dal carcere bruzio diverse volte, dal 2010 al 2014. Sui presunti favori ricevuti, Foggetti ha ricordato della possibilità, senza essere “disturbato”, di comunicare all’esterno dalla finestra della propria cella. Sull’agente della penitenziaria che avrebbe “agevolato” il suo periodo di detenzione, Foggetti ha richiamato un certo “Penna bianca di cui non ricordo il nome". "Portava la droga nel carcere – ha detto il pentito – l’ho saputo da altri detenuti”. Su eventuali legami con Frassanito e Porco, Foggetti ha risposto che: "Conosco entrambi ma non ho mai avuto rapporti". Per quanto riguarda la droga all’interno del carcere, l’avvocato Francesco Boccia ha chiesto al collaboratore se avesse mai assistito all’arrivo di stupefacenti: "No, l’ho appreso da altri", ha detto Foggetti.

Fonte: corrieredellacalabria.it

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