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di AMDuemila
Il Gip: le persone arrestate con "una indole spietata e criminale"

"Per me può crepare”, “fai schifo”, “sei una porca”, “troia”, “mongoloide”. Sono solo alcune delle scandalose, violente e crudeli frasi, intercettate dalla Guardia di Finanza, che raccontano la drammatica vicenda di abusi, insulti, minacce su anziani, ospiti della casa di riposo "Aurora" di Palermo. Ieri le Fiamme Gialle hanno posto fine agli “orrori”, arrestando Maria Cristina Catalano, 57 anni, amministratrice di fatto della casa di riposo palermitana (ribattezzata "casa-lager"), Vincenza Bruno, 35 anni, sua collaboratrice, e quattro dipendenti. Sotto sequestro è finita anche la società che gestisce la "Aurora", al centro di un complesso giro di crack pilotati per un passivo di circa un milione di euro. Da qui l'accusa di bancarotta fraudolenta, riciclaggio e autoriciclaggio.
Secondo gli inquirenti l'amministratrice della clinica avrebbe fatto fallire le società che la gestivano a partire dal 1992 per non pagare debiti e dipendenti. Catalano, indicata come la mente del disegno criminale, poteva contare su alcune 'teste di legno' che sarebbero stati formali amministratori e suoi complici, tra cui un impiegato comunale, tutti indagati.
Per quanto riguarda le violenze ora gli anziani saranno sottoposti anche a controlli medici, visto che la casa di riposo non ha adottato e messo in atto le procedure per contrastare il Coronavirus. "Se tu ti muovi di qua ti rompo una gamba, cosi la smetti; devi stare zitta, muta; devi morire, buttare veleno", gridavano a una delle anziane ricoverate, mentre veniva ripresa dalle telecamere dalla Guardia di Finanza. L’inchiesta dei finanzieri cerca di far luce anche sulla morte di una delle ospiti, Angela Mazzola Taormina, 86 anni, suocera del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza. La donna è deceduta lo scorso 15 marzo in ospedale. I magistrati vogliono capire se ci siano stati ritardi nei soccorsi. Si era sentita male ed era stata rianimata nella casa di riposo dalla Catalano che poi l'aveva fatta trasferire al nosocomio. "Non lo so Vincenza ti dico che io in altri periodi avrei aspettato che moriva - aveva detto la donna intercettata - perché già boccheggiava... lo ripeto fosse stato un altro periodo non avrei fatto niente l'avrei messa a letto avrei aspettato perché era morta".

Violenza “quotidiana” con “spietata indole criminale”
Secondo il Gip di Palermo Fabio Pilato, le sei persone arrestate avevano "una indole spietata e criminale" e quindi "l'adozione della misura di custodia cautelare in carcere" è "ritenuta l'unica misura proporzionata alla gravità della immoralità della condotta, e l'unica idonea a contenere la disumanità degli impulsi”. Per il giudice quelle "vessazioni, le ingiurie, le percosse e le umiliazioni” erano "quotidiane" e quindi gli anziani erano "costretti a vivere in uno stato di costante soggezione e paura, al punto da invocare la morte come liberazione dalle sofferenze". E su questo punto il Gip ha citato una signora che invocava a gran voce: "Voglio morire". Secondo il giudice delle indagini preliminari gli operatori erano indotti "in uno stato di totale esasperazione al punto da fargli compiere atti di autolesionismo".

“Fai schifo, sei veleno”
Le telecamere della finanza hanno ripreso tutte le crudeltà compiute nei confronti degli anziani. "Per me può crepare per il sì e per il no, non mi interessa più, signora sono tutte cose là… può ragliare da sola… - diceva una delle operatici mentre si rivolgeva a un’anziana affetta da demenza senile - signora sono là, no io non le devo dare niente e ora per me per quanto mi riguarda può crepare, ma vaffanculo sei un veleno…''. In un'altra occasione, Anna Monti, un'indagata, offendeva una delle anziane ospiti dell'ospizio: ''C'è puzza? tu sei! Fai puzza! tu sei che fai puzza! sembri muorere (morire, ndr) che schifo! una puzza, ...vatti a sedere fantasma! fantasma dell'opera!". Mentre la Catalano, prendeva di mira un'altra ospite. "Signora, per me può crepare''. "Poco dopo discute, in sala mensa, con le altre operatrici presenti - scrive il gip Pilato - Antonina Di Liberto e Rosaria Florio, raccontando loro di aver 'impiccicata proprio in faccia' della degente Stella, la spugna impregnata dei suoi escrementi”. Un'altra operatrice ha poi apostrofato una degente, che nei giorni scorsi aveva tentato di togliersi la vita, ripetendole: "Fai schifo fai; fai schifo fai; si, fai schifo; fai schifo; brava fai schifo; sei una porca, sei una porca'', e contestualmente invitando la degente a ripetere i suoi insulti: ‘’Dillo sono una porca, faccio schifo; brava accussi”. Ad ogni esclamazione dell’operatrice Rosaria Florio, la degente S., ripeteva: ‘’’faccio schifo, faccio pena’ inizialmente battendo la mano sul tavolo”. "La scena si ripete numerose volte, esasperando a tal punto la degente Stella che la stessa inizia a schiaffeggiarsi sul volto - si legge ancora nella misura - Non solo sono stati ricostruiti gli specifici comportamenti vessatori posti in essere nei confronti dei soggetti passivi, ma si ritiene aver acquisito diversi elementi probatori dell'esistenza, all'intero della struttura di assistenza, di una generale condizione di vita intollerabile, un vero e proprio regime di vita vessatorio, mortificante ed insostenibile, che vede, al vertice, Maria Cristina Catalano”.

“Alzati mongoloide”

Bastava che un'anziana con demenza senile bagnasse il letto per la seconda volta per andare giù di brutto con schiaffi e insulti. "E' bagnato, troia", poi lo strattonava e la spingeva. "E' bagnato, è ba-gna-to, e può stare con le pedate, ti sembra che l'altra volta sei volte?, alzati mongoloida… con le pedate può stare, noi non lo facciamo più, ma vi pare ca siemu i vostri schiavi, ma iti a fari 'n culu, guai se ti alzi", gridava all'anziana una delle inservienti, Antonina Di Liberto. Successivamente, la stessa inserviente "si lancia verso" la degente "sferrandole un calcio alla coscia sinistra", ha scritto il Gip: "arri.. e ora ti rugnu ca così tu te lo ricordi, ora te lo ricordi"; poi la strattonava e la spingeva fino alla sedia dicendole: “Ca, più ti alzi e più ti spingo, sempre così rimane, ora appena arriva Cristina gli dico, se lo prende lo straccio? e se vuo..(inc.) tutte queste pedate, ci dico, si prenda lo straccio e se lo pulisca, e glielo dica a quella zoccola di S., così appena passi ti becco in testa…". Poi la schiaffeggiava "spingendola fino all'angolo coperto dal tramezzo e dalla pianta, dove continua a gridare e gesticolare all'indirizzo di quest'ultima: "Tutta a nuotti tutti rui, mi state sulla minchia … tutta la notte, tutta la notte strattona e sferra un calcio nei confronti della degente di nome stella''. Un'altra inserviente, Anna Monti "inveisce nei confronti della stessa degente": "Ti ammazzo, ti ammazzo viero... alzati, alzati. Come cazzo hai fatto a fare questa merda? Come cazzo fai? Che schifoooo...vattene in bagno, subito". Mentre Maria Cristina Catalano "manifesta la sua gioia nell'aver appreso che la degente R. sia caduta dalla sedia: "ho piacere, ho piacere, ho piacere, come come ha fatto, si doveva alzare con gli occhiali, ho piacere, ma per me si può essere rotta tutta, ho piacere, io ho piacere, se lei, ho piacere, né mi sto interessando di quello che si è fatta perché non me ne frega niente''. "Pochi minuti dopo le telecamere celate nella sala mensa riprendono Catalano e Monti - ha scritto il Gip - mentre sono intente a legare, con un cinturino, l'anziana in una delle sedie". Poi Catalano "scalcia con violenza la degente di nome S." ed ancora "si assiste ad uno schiaffo". E poi "ingiurie, minacce, privazioni ed umiliazioni".
Nel corso della conferenza stampa dell’operazione, il comandante del Nucleo di polizia economico giudiziaria di Palermo Gianluca Angelini ha spiegato che dall’inchiesta “è emerso uno spaccato deprimente da un punto di vista umano prima ancora che giudiziario”. E poi ha concluso: "Non è stato facile nemmeno per noi in queste settimane di indagine visionare e documentare il campionario ignobile di nefandezze e crudeltà gratuite compiute a danno degli anziani".

Foto © Imagoeconomica

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