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di AMDuemila
Lunedì, davanti al giudice monocratico di Palermo Mauro Terranova, si è tenuta una nuova udienza del processo che vede come imputato il giornalista e direttore di Telejato, Pino Maniaci, da gennaio 2017 chiamato clamorosamente a rispondere di tentata estorsione e diffamazione.
Accuse ritenute assurde da Maniaci che con forza ha ribadito da sempre la propria innocenza.
L'udienza prevedeva proprio la testimonianza dello stesso Maniaci che ha risposto alle domande dei suoi legali, Antonio Ingroia e Bartolomeo Parrino. Durante l'esame, Maniaci ha spiegato che durante l'attività condotta con l'emittente Telejato (20 anni sotto la su direzione) non è mai stato negato il diritto di replica ai sindaci che di volta in volta finivano sotto la lente di ingrandimento nei servizi giornalistici.
"L’ho fatto per l’ex sindaco De Luca quando lo ha richiesto, come per tutti gli altri che sono stati maltrattati per così dire dalla nostra testata, dall’ex sindaco di Partinico Lo Biundo, dall’ex di Balestrate Milazzo, e così via. E vale oggi come allora" ha detto Maniaci.
Lo stesso direttore di Telejato ha poi ricordato che è stato anche più volte attaccato da altri soggetti come ad esempio il giornalista Michele Giuliano, parte civile in questo processo, che Maniaci ha anche definito in passato uno stalker ("Vent’anni fa lavorava a Telejato, poi è andato via per motivi suoi, lavorando con altre emittenti. Ne è nato una specie di antagonismo, da allora mi ha tartassato con servizi televisivi su blog e siti, dovunque possa attaccarmi lui mi attacca, ovunque si trovi fa così"). Nonostante gli attacchi ricevuti, però, non ha mai ritenuto di dover sporgere denuncia. "Consiero la querela una mannaia, un modo di fermare, bloccare e intimidire l’altra persona - ha detto in aula - Diciamo che il diritto eventualmente di replica o diritto di potersi difendere nelle sedi anche televisive, o che possono essere i giornali, per me sono più consoni che una denuncia di diffamazione. Per questo io non ho mai denunciato".
Ingroia ha poi chiesto al suo assistito se fosse a conoscenza di fatti, circostanze o comportamenti da parte della dottoressa Silvana Saguto, ex presidente della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo, "per esercitare pressioni o richieste su organi inquirenti, in particolare carabinieri, per indagare" sullo stesso Maniaci. "Io sono venuto a conoscenza che la Saguto è andata in caserma a Partinico - ha detto il giornalista - E che quindi sicuramente è stata ricevuta da qualcuno. Credo che un magistrato che vada da una caserma non sia ricevuta né dall'usciere né da un appuntato, ma se è andata è stata ricevuta dall'allora capitano. Quando? Parliamo del 2015, prima dello scandalo Saguto".
Il contenuto di quegli incontri si sarebbe appreso dopo, secondo Maniaci, "dalle intercettazioni in cui il tenente colonnello Rosolino Nasca parla con la Saguto e dove si parla di queste notizie, di un'indagine nei miei confronti, appresa proprio dai carabinieri di Partinico. Sono intercettazioni note che fanno parte del procedimento di Caltanissetta contro Cappellano Seminara".
Tra le intercettazioni ricordate vi è anche quella in cui la Saguto diceva "Maniaci ha le ore contate" e in cui la ex giudice sosteneva di aver parlato con alcuni pubblici ministeri relativamente all'indagine prima che venisse emesso il provvedimento nei suoi confronti.
Rispetto ad eventuali denunce nei suoi confronti effettuate dalla dottoressa Saguto e Cappellano Seminara, Maniaci, su domanda dell'avvocato Ingroia, ha ricordato che "i primi mesi del 2015 sono stato chiamato da un giornale nazionale che mi diceva che ero stato denunciato e querelato dall’avvocato Cappellano Seminara per stalking. Il mio commento è stato ironico. Il problema è che da allora ad oggi io questa querela non l’ho mai ricevuta. Neppure da parte della giudice Saguto, che in varie intercettazioni parla di denunce contro di me e querele. Ma ad oggi io non ho ricevuto niente e sono passati tre o quattro anni". Dopo l'esame dei legali, clamorosamente, non vi è stata alcuna domanda da parte dell'accusa che ha così rinunciato all'esame del giornalista imputato.
Il processo riprenderà il prossimo 8 ottobre quando verranno sentiti i primi testi della difesa.

Foto © Imagoeconomica

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