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lombardo-raffaele-web1Il gip rinvia la decisione sull'archiviazione
di AMDuemila - 13 marzo 2012
Ha preso ancora tempo il gip Luigi Barone, che ha deciso di rinviare nuovamente il verdetto sui fratelli Raffaele e Angelo Lombardo, per i quali la Procura di Catania ha chiesto l'archiviazione del reato per concorso esterno in associazione mafiosa.


Ieri mattina, al termine dell'udienza, era stato il procuratore capo Giovanni Salvi a ufficializzare la posizione dell'ufficio inquirente. Noi, ha detto, “abbiamo ribadito ufficialmente la richiesta di archiviazione per i due indagati e consegnato anche gli
altri atti dell'inchiesta Iblis, in modo che il giudice possa avere il più ampio quadro possibile”. Poi ha aggiunto: “Riteniamo che ci siano elementi di prova circa i rapporti tra gli onorevoli Raffaele e Angelo Lombardo ed esponenti di Cosa nostra finalizzati a ottenere il sostegno dell'organizzazione criminale in occasione di competizioni elettorali, anche mediante finanziamenti provenienti dall'organizzazione e che si ritiene essere stati effettivamente erogati. A giudizio di questo ufficio, però, non vi sono elementi di prova sufficienti a ritenere che l´accordo suddetto si sia sostanziato in promesse concrete dei politici o in fatti che abbiano avuto efficacia causale sulla vita dell'associazione criminale, e cioè che l'abbiano rafforzata in maniera rilevante, come richiesto dai principi affermati dalla Cassazione a Sezioni unite. Noi adesso aspettiamo serenamente la decisione del giudice, qualunque essa sarà”.

E dovranno aspettare ancora, perché il gip Barone si è riservato di decidere dopo aver ascoltato il difensore di Angelo Lombardo, Piero Granata. Mentre ha chiesto i verbali delle deposizioni di tre pentiti: Francesco Ercole Iacona, Maurizio Di Gati e Maurizio La Rosa, ascoltati lo scorso 6 marzo in videoconferenza dal Tribunale monocratico di fronte al quale si celebra il processo per reato elettorale a carico degli stessi Lombardo.
Ieri mattina, nel corso dell'udienza a porte chiuse, ha parlato il difensore del Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, che ha definito generici i fatti contestati, tanto da non poterli ritenere neppure frutto di un accordo.
“Abbiamo ribadito – ha poi dichiarato - che non risulta provata neppure la richiesta del voto da parte del presidente Raffaele Lombardo, perché è emerso che le persone alle quali erano stati dati i voti erano candidati di partiti diversi dall'Mpa. La Procura – ha concluso - ha ribadito il suo punto di vista, e cioè che alla luce della sentenza Mannino l'accusa è insostenibile”.
Granata, il legale del fratello Angelo, sarà sentito nel corso della prossima udienza, fissata al 28 marzo.

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