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gratteri conf stampa pizzo crotoneGratteri: "C'è fiducia in noi. Importanti collaborazioni delle vittime"
di AMDuemila
In totale sono quindici le persone che ieri la Polizia di Crotone ha arrestato con l'accusa di far parte di una cosca della 'ndrangheta operante sulla città di Crotone. Gli arresti, effettuati dai poliziotti dello Sco, delle Squadre Mobili di Crotone e Catanzaro e dei Reparti Prevenzione Crimine di Cosenza, Napoli, Siderno e Potenza, sono il risultato di una complessa attività d'indagine diretta dalla Dda di Catanzaro che ha portato a individuare l'esistenza e soprattutto la riorganizzazione di una cosca della 'ndrangheta legata ai Vrenna-Corigliano-Bonaventura-Ciampa', retta dalle famiglie Barilari-Foschini con a capo il boss Gaetano Barilari.
Le indagini hanno preso spunto da una serie di operazioni svolte dalle Forze di Polizia, in particolare l'operazione denominata "Old family", ed hanno dimostrato come i componenti del sodalizio avessero un radicato controllo del territorio, soprattutto delle attività commerciali su cui esercitavano forti pressioni e richieste estorsive. Chi non pagava subiva pesanti danneggiamenti, soprattutto di tipo incendiario.
Le intercettazioni hanno mostrato come gli arrestati imponessero a tutti di pagare anche piccole somme sottostando ai voleri della cosca. In particolare durante la fiera della Madonna di Capocolonna, in occasione dell'annuale festa religiosa cittadina, i commercianti ambulanti erano costretti ad acquistare, a prezzi maggiori, i prodotti, specie panini e carne, che la famiglia imponeva loro.
Ma nel corso delle indagini sono stati individuati anche i presunti autori di un tentato omicidio, avvenuto a Crotone nel novembre 2013, ai danni di un noto pregiudicato nei cui confronti furono sparati diversi colpi di pistola mentre rientrava a casa. L'uomo riuscì miracolosamente a scampare all'agguato rifugiandosi in un portone. Infine è stata fatta luce, inoltre, su una violenta rapina, compiuta per finanziare la cosca, avvenuta a San Giovanni in Fiore nel settembre 2012 ai danni di una nota gioielleria, nel corso della quale venne ferito gravemente il titolare.
Il Procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, ha così commentato l'importanza dell'operazione: "E' stata resa possibile anche grazie alle collaborazioni delle vittime che confermano che il lavoro che stiamo facendo è credibile". Gratteri ha aggiunto che si tratta di "un reato odioso con il quale la cosca asfissiava i commercianti a Crotone, anche chiedendo piccole somme per marcare il territorio. Abbiamo migliorato la qualità della Procura distrettuale e della polizia giudiziaria e la gente inizia a fidarsi di noi. Questo ci conforta per il futuro di Crotone dove riteniamo che ci sia una 'ndrangheta di primo livello". Il procuratore aggiunto Vincenzo Luberto ha messo in evidenza il lavoro della Squadra Mobile di Crotone guidata dal vicequestore Nicola Lelario che "con spirito di abnegazione, insistenza e pazienza certosina - ha detto - si è approcciato alle vittime di estorsione riuscendo ad ottenerne la collaborazione".

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