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di Karim El Sadi - Foto
Sono stati alcuni dei 42 bambini delle Agende Rosse a dare il via alla quarta festa di compleanno, "perché di festa si tratta", come ha ricordato un animatore del movimento, della Casa di Paolo in via Della Vetriera nella Kalsa di Palermo, quartiere dove Paolo Borsellino è nato e cresciuto. I piccoli, dopo qualche attimo di timidezza, si sono presentati davanti a una sala piena lasciando subito la parola al fondatore della loro associazione, Salvatore Borsellino (fratello del giudice), che consente loro di riunirsi e passare dei pomeriggi insieme sotto l'ala della legalità e della cultura.
"Oggi vedo intorno a me tante facce che mi sono state vicino, - ha detto Salvatore Borsellino emozionandosi - tanti fratelli che mi accompagano in questa lotta da dieci anni e se ne aggiungono sempre di nuovi. Cerchiamo verità e giustizia per Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli agenti delle scorte perché non avranno pace fin quando non le avranno ottenute". "La strada è lunga e ardua - ha aggiunto il fondatore del movimento - ma a 27 anni di distanza c'è finalmente un barlume di verita coi processi di Palermo come il processo Trattativa Stato-mafia e Borsellino Quater grazie ai quali siamo giunti a sapere che c'è stato un depistaggio di Stato".


Dopo uno scroscio di applausi Salvatore Borsellino ha voluto dedicare un pensiero alle giovani Agende Rosse, come Chiara, Adele e Valentina Borsellino, la nuova generazione che raccoglierà il testimone per portare avanti la lotta in futuro. Un momento toccante che ha commosso anche il pubblico. "Il nostro movimento continuerà a lottare fin quando non ci sarà verità e giustizia e continuerà anche dopo perché tra qualche anno io non sarò più qui e sono convinto che ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di metterci la faccia".
"L'importante - ha concluso il fratello del giudice Paolo - è che ci sia qualcuno che continui a camminare e a sollevare l'agenda rossa. Non so se ci ci sia un'altra vita ma so che l'amore che lasciamo agli altri continua a vivere anche quando non ci siamo piu. E qui alla Casa di Paolo credo di essere risucito a raggiungere questo obiettivo grazie a voi e a tutti i miei collaboratori".
Alla fine dell'appuntamento nel campetto del quartiere si è dato il fischio d'inizio alla partita di calcetto tra Agende Rosse, agenti della squadra mobile di Palermo e persone che frequantano Casa di Paolo. Un momento di gioia e spensieratezza lì accanto a dove è nato Giovanni Falcone, l'amico e compagno di bataglie di Paolo Borsellino. Un'occasione per ritrovarsi e dare un "calcio" all'illegalità e alla mentalità mafiosa.

Foto © Our Voice

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