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Quando ho conosciuto nel ‘76 Marilena Monti frequentava l’ultimo anno della facoltà di Biologia. La incontrai a Palermo, abitava con altre ragazze a piazza Marina, il centro più antico della città, ancora devastato dai segni dell’ultima guerra. Aveva lasciato casa e famiglia per vivere in piena libertà le sue emozioni. Nel ‘69 incideva suoi testi, come cantautrice, con la Fonit Cetra ed era tra i nomi dei partecipanti al Festival di Sanremo.

Ma in quel contesto ebbe la certezza che il suo obiettivo era abitare e creare all’interno del perimetro territoriale della sua Sicilia e che il suo talento artistico non poteva maturare altrove, ruppe quindi il contratto pur pagando una esosa penale.

Già agli inizi anni ‘70 era impegnata in recital e spettacoli, nelle piazze e nei teatri, spesso fuori la Sicilia, non accettava mai impegni di lunga durata e soprattutto troppo lontani dalla sua isola.

Per ventitré anni lavorò in RAI, realizzando programmi da lei scritti e condotti ma rifiutò la possibilità di entrare interna alla RAI come programmista-regista perché il ruolo non le avrebbe consentito la messa in onda dei suoi testi.

Concluso il suo impegno accademico svolse una tesi di laurea in “Etologia” (Studio comparato del comportamento animale). Trasformò l’elaborato accademico in un evento teatrale con testi cantati.

Ebbe l’elogio della commissione, presente in sala, che la invitò a farsi certificare ufficialmente, nella data stabilita, la laurea. Lei declinò l’invito pensando che un giorno, per necessità, sarebbe stata costretta ad accedere a questa professione: i suoi obiettivi vedevano altri orizzonti.

Era sempre in possesso di penna e carta. Registrava, in qualunque momento, i suoi pensieri scrivendo: una poesia, un testo teatrale, un romanzo, musicando una canzone.

Ha lasciato alcune pubblicazioni ma ancora molte devono essere rese visibili. La scrittura era la sua gioia, la sua forza.

Il primo riconoscimento della sua capacità creativa l’ebbe all’età di otto anni. Vinse il primo premio in un concorso di poesia indetto dalla RAI, rete nazionale.

Il 13 settembre del 2023 ci lasciava mentre ascoltava la poesia “Amica, non morire” di Pablo Neruda. Testo registrato e inviato da Carmelo, suo amico poeta, in tempo per rendere meno doloroso e più consono l’ultimo percorso, di questa controversa poliedrica e affascinante artista.

*Nota della curatrice contenuta nel volume “Tutta colpa di una mosca”

ed. Antipodes www.antipodes.it

 

Pubblicazioni - Marilena Monti

I racconti del nuovo sole (1973)

...E il resto se lo tiene la notte (liriche 1973)

L'isola signora (1991)

Giudice Paolo (poesia - 1992)

Clara e Blu (1996)

Foulard (testo teatrale - 2000)

Passione (testo teatrale - 2000)

Aquila (testo teatrale - 2001)

Gabriele (2002)

La vela la tela (testo teatrale - 2004)

Stupore irriverente (2006)

Viaggio di cuore (2008)

Il rito del tè (2013)

Isola emozione (2016)

Certe famiglie (2022)

La dea assente (2024)
   

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