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Appello agli elettori

Era nell'aria da qualche tempo. Adesso, però, c'è la certezza. Il Movimento Cinque Stelle compie l'ultimo passo vesso l'autodistruzione con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che dà vita al nuovo gruppo "Insieme per il Futuro" portandosi dietro una sessantina di parlamentari, distribuiti tra i due rami delle camere.
Un atto che non ci ha stupito e che rende ancora più manifesta l'ambizione ed il carrierismo dell'ormai ex pentastellato. I giornaloni lo dipingono oggi come un ministro degli Esteri maturo, affidabile, europeista, atlantista; un uomo di potere.
Ma la realtà è che starebbe meglio a vendere bibite anziché dialogare con Ministri, Ambasciatori e Capi di Stato esteri.
Ma questo è il nostro Paese.
Così non stupisce nemmeno che Silvio Berlusconi, quello che nel 2019 disse di Di Maio che era "proprio bravo", possa aver accolto con favore questa linea centrista e moderata di una parte del Movimento.
Ciò che stupisce è che dopo tanti tradimenti, ipocrisie e meschinità ci sia ancora chi dà credibilità ad un Movimento Cinque Stelle che perde sempre più pezzi e, lo dico con estrema franchezza, sta sempre più sprofondando verso l'abisso.
In molti hanno creduto in questo movimento buffonesco, fallimentare e traditore, persino membri della mia famiglia stretta.
L'appello che faccio per il futuro, agli elettori pentastellati, è quello di porre definitivamente fine, con le prossime elezioni, a questa esperienza politica. Non votatelo. Non permettete che questi manipolatori e dispensatori di false promesse, capaci di prendere in giro cittadini e servitori dello Stato, con tante belle parole per poi porre in essere indegni voltafaccia, ci rappresentino in Parlamento.
E' inaccettabile. Come inaccettabile è stata la vicenda della mancata nomina al Dap del consigliere togato Nino Di Matteo, con l'ex ministro della Giustizia Bonafede che non ha mai spiegato quali fossero i dinieghi per cui alla fine decise di cambiare nome, preferendogli Basentini.
Una scelta che in qualche maniera ha risposto ai desiderata dei boss (nelle carceri si erano sollevate proteste feroci alla sola idea che Di Matteo potesse assumere l'incarico).
Un tradimento sulla lotta alla mafia che non è mai stata vista come priorità, ma relegata ad un misero tredicesimo posto dai governi Conte.
Ma il "tradimento di Giuda" del Movimento Cinque Stelle è proseguito anche dopo con la malsana scelta di appoggiare un governo, come quello Draghi, che li vede accanto a partiti fondati da uomini come Marcello Dell'Utri (condannato per concorso esterno) e Silvio Berlusconi (che come dicono le sentenze ha pagato la mafia almeno fino al 1992).
Anche sul fronte guerra ci saremmo aspettati scelte più nette e non la sola richiesta di spiegazioni in Parlamento per il continuo invio di armi all'Ucraina.
Ecco perché chiediamo a coloro che hanno votato Cinque Stelle di non cadere più nelle trappole del Movimento del comico-buffone Beppe Grillo (se avesse un briciolo di dignità dovrebbe dimettersi lui stesso da Garante e sciogliere il partito) e cancellare questo simbolo dalla storia politica del nostro Paese.
Proprio il Garante Grillo dovrebbe dimettersi e sciogliere definitivamente l'intera "baracca".
Un appello per non permettere più che certi personaggi salgano in Parlamento perché ci sono personaggi che, anche per la poltrona, hanno perso ogni dignità.
Certo, dentro al Movimento ci sono anche delle persone rispettabili e con idee. E questo vuole essere anche un appello a Giuseppe Conte e Roberto Fico, Presidente della Camera, per andarsene e dar vita, magari con altri uomini come Alessandro Di Battista, ad un nuovo soggetto politico che, con nuove idee, sappia davvero rispondere alle esigenze dei cittadini.
La nuova proposta dovrebbe avere il coraggio di scelte forti, tenendo come faro proprio la lotta contro la mafia e la corruzione. Dovrebbe dare risposte sul piano della sanità. Dovrebbe andare incontro alla povera gente, alle piccole e medie imprese, intervenire sulla cultura con finanziamenti importanti per l’istruzione, a tutti i cittadini senza schiacciarli con tasse che poi non portano ad alcun ritorno sul piano sociale. Dovrebbe dire, senza se e senza ma, no alla guerra. Dovrebbe pretendere che l'Italia diventi un Paese neutrale nel pieno rispetto della nostra Costituzione. Dovrebbe guardare all'Europa come un'opportunità, così come all'accoglienza dei migranti. Dovrebbe dire addio alla Nato o quantomeno pretendere, per restare all'interno del Patto atlantico, che siano rispettate condizioni precise senza che sia minata la nostra indipendenza.
Lo ripetiamo, l'Italia "ripudia la guerra", e l'invio di armi, in questo senso, è qualcosa di inaccettabile che alimenta solo gli affari delle potenti lobby.
Ecco le nostre speranze, riposte in un'idea di politica seria.
L'unico modo per spazzare via dalla storia un movimento che è stato protagonista in negativo di pagine catastrofiche che hanno distrutto l'Italia, tanto quanto, se non peggio, il ventennio berlusconiano.
Anche per questo, dunque, non votateli. Mandateli a casa.

Foto © Imagoeconomica

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