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di Benny Calasanzio
Pubblichiamo un estratto del libro “Capitano Ultimo, il vero volto dell’uomo che arrestò Totò Riina” di Benny Calasanzio, Aliberti editore.
C’è un episodio della carriera del Capitano Ultimo (in foto) che pochi, pochissimi conoscono (...) Siamo a Terme Vigliatore, in provincia di Messina, ed è il 6 aprile 1993. Esattamente tre mesi prima, l’8 gennaio, è stato ammazzato a il giornalista Beppe Alfano (...) I familiari del giornalista, con in testa l’agguerrita Sonia, sono convinti che il corrispondente della Sicilia sia stato eliminato perché ha scoperto che a Barcellona Pozzo di Gotto trascorre la sua latitanza il super boss catanese Benedetto “Nitto” Santapaola, arrestato poi il 18 maggio 1993 in provincia di Catania. Una presenza, quella del boss, ormai data per certa, anche giudiziariamente, ma che anche recentemente è stata negata dal Ros dei carabinieri.

Ma cosa c’entra De Caprio con questa storia? (...) Partiamo dal momento in cui si ha la certezza che Nitto Santapaola si trova a Barcellona. Uno tra i primi a scoprirlo (...) è proprio Beppe Alfano. A confermarlo è il pm Canali: “Alfano (...) mi disse di avere avuto notizia che Santapaola fosse a Barcellona”. L’8 gennaio Alfano viene ucciso. Nel corso delle indagini sull’omicidio (...) Canali delega al Ros di Messina alcune intercettazioni (...) Il 1 aprile 1993 le cimici del Ros, installate (...) nell’ufficio di autotrasporti di Domenico Orifici, cugino del boss barcellonese Sam Di Salvo, registrano una lunga conversazione tra Domenico, il cognato Aurelio Salvo e una terza persona. Dal tenore della conversazione, dai temi e addirittura dal dialetto, non potevano esserci dubbi che l’uomo sentito dagli investigatori del Ros, chiamato rispettosamente “zio Filippo”, altri non fosse se non Nitto Santapaola (...) Il 5 aprile (sono passati quattro giorni dalla prima intercettazione e nessuno va ad arrestarlo) lo zio Filippo parla addirittura del delitto Dalla Chiesa.
Il 6 aprile (...) a Terme Vigliatore arriva l’allora Capitano Ultimo-Sergio De Caprio, in compagnia di altri uomini del Ros di Palermo. De Caprio e la sua squadra, però, non si interessano minimamente alla ditta trasporti di Orifici, dove fino a ventiquattro ore prima si trovava Santapaola (…) la squadra del Ros si trova a Terme Vigliatore “per caso”, come dirà Ultimo, e “per caso” è proprio nei dintorni della villa di un imprenditore locale, Mario Imbesi: “In data 6/04/1993  un gruppo di carabinieri afferenti al Ros nel transitare per Terme Vigliatore, riteneva di scorgere a bordo di un fuoristrada tale Pietro Aglieri, pericoloso latitante”.
Si trattava in realtà del figlio di Imbesi, che si da alla fuga e per poco non viene ammazzato (...) Il Ros in quei giorni sa perfettamente in quale rifugio si trova Santapaola. Sarebbe bastato andare subito lì ad ammanettarlo, mentre conversava piacevolmente con Orifici e compagni. Invece sembra che quell’azione di fuoco, con tanto di Rambo chiamato all’uopo, avesse come scopo quello di intimorire Santapaola e costringerlo ad andarsene da Messina (...) anche la stampa dell’epoca, come ricordato proprio dalla figlia di Alfano e dal suo legale, Fabio Repici, danno per acclarato che tutti fossero in quei giorni alla ricerca del boss.
(...) Scappò il 6 aprile perché non ci fu coordinamento tra le forze di polizia. Tutti lo cercavano, tutti lo volevano: i Ros, lo Sco, la polizia, i carabinieri, la finanza e persino i vigili urbani. Il desiderio di catturare il numero due della cupola siciliana aveva alimentato gli egoismi tra i vari corpi che qualche volta si sono persino incontrati a svolgere un doppione di servizio. Come quella sera del 6 aprile, quando alle 20 i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale intervennero a Terme Vigliatore, mentre la polizia programmava un’identica azione verso mezzanotte in un residence a Furnari, a tre chilometri dal luogo d’azione dei carabinieri, dove il boss era stato localizzato. Quel trambusto con sventagliate di colpi di mitra mise in allarme Santapaola che, fiutato il pericolo, andò via da quella zona calda.
 (...)Anche il pm Canali conferma: “Di certo il Ros nel 1994 fa irruzione nella casa di una persona cercando Santapaola. Questa persona si chiama Mario Salvatore Imbesi, inseguono il figlio, sparano, il figlio si butta sulla strada ferrata e si salva”. (...) Risulta davvero difficile credere che Sergio De Caprio non fosse, in quei giorni, alla ricerca di Santapaola, o quantomeno non fosse lì proprio per costringerlo alla fuga. Anche Canali (...) che poi chiederà l’archiviazione di Ultimo, se ne convince. (...) Alla luce di quanto raccontato da Canali, rimangono pesanti interrogativi sul ruolo del Ros in quei giorni.

Tratto da: Il Fatto Quotidiano

Foto © Imagoeconomica

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