Finisce al vaglio della Corte costituzionale la decisione con cui la Camera lo scorso gennaio ha negato al Csm l'autorizzazione a usare nel processo disciplinare a carico di Cosimo Ferri, deputato di Italia Viva e insieme magistrato in aspettativa, l'intercettazione della famosa riunione all'hotel Champagne del 9 maggio 2019 sulla nomina de procuratore di Roma, all'origine dello scandalo che ha portato alla radiazione dall'ordine giudiziario dell'ex presidente dell'Anm Luca Palamara. Il 14 settembre prossimo la Consulta si pronuncerà sull'ammissibilità del conflitto tra poteri dello Stato sollevato da Palazzo dei Marescialli. Solo se riterrà che ci sono gli estremi del conflitto, la Corte valuterà in un secondo momento il merito della decisione della Camera, approvata a larga maggioranza con 227 voti a favore e 86 contrari. Le conversazioni di quella riunione vennero intercettate con un trojan nel cellulare di Palamara. I consiglieri del Csm che vi parteciparono - assieme a Palamara, Ferri e al deputato del Pd Luca Lotti - sono stati tutti condannati dalla Sezione disciplinare del Csm alla sospensione dalle funzioni e dallo stipendio da un minimo di 9 mesi a un massimo di un anno e mezzo.
Fonte: Ansa
Foto © Imagoeconomica