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di Ignazio Cutrò
Lancio un accorato appello al Governo e alla signora Ministro dell'Interno Lamorgese affinché sia data la delega ad uno dei viceministri per la presidenza della Commissione Centrale per la definizione e l’applicazione delle misure speciali di protezione. Dal 5 settembre, data della nascita del Governo Conte bis, il Ministro non ha ancora provveduto alla nomina del presidente di questo importante organo politico-amministrativo. Nulla è dato sapere sui motivi della mancata nomina mentre è di tutta evidenza che questo ritardo produce gravi effetti negativi dal momento che l'ingresso nel programma di protezione di nuovi testimoni di giustizia e di nuovi collaboratori di giustizia non può essere certamente deciso in via ordinaria da una Commissione priva del suo presidente. Anche affrancarsi al programma di protezione diventa impossibile senza un presidente. La legge impone al Ministro dell'Interno di provvedere ad attribuire l'incarico di Presidente della Commissione Centrale per la definizione e l’applicazione delle speciali misure di protezione ( dall'art. 10 del decreto legge 15 gennaio 1991, n. 8 convertito, con modificazioni, con legge 15 marzo 1991, n. 82.). Sottrarsi ad un obbligo di legge, anche se è il Ministro dell'Interno a farlo, non è un bel segnale soprattutto in considerazione delle gravi condizioni di disagio in cui versano testimoni e collaboratori. Basti ricordare le relazioni della Commissione Parlamentare Antimafia nel 1998, nel 2008 e nel 2014. Anche in questa legislatura l'attività del Comitato X di Inchiesta sui testimoni di giustizia e collaboratori di giustizia ha fatto emergere come la situazione non sia affatto cambiata, anzi è del tutto peggiorata in materia di sicurezza dei familiari, del mancato reinserimento sociale e lavorativo e dei minori. Gentile Ministro Lamorgese, cosa Le impedisce di attribuire la delega?

Foto © Imagoeconomica

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