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Giulia Sarti e Vittorio Ferraresi presentano un'interpellanza al Ministro Orlando
di Francesca Mondin - Video
“C’è un disegno articolato di smantellamento del 41 bis, che sembra provenire da molto lontano, dagli anni del 'papello di Riina'”. L'allarme è stato lanciato dai parlamentari M5S delle commissioni Giustizia e Antimafia, che stamani hanno presentato un’interpellanza urgente al ministro Orlando, attraverso i portavoce Giulia Sarti e Vittorio Ferraresi per chiarire diversi punti sulla questione del carcere duro per i boss mafiosi.



Il pericolo di “alleggerire” e “vanificare” il 41 bis, misura introdotta per impedire ai detenuti mafiosi di mantenere i rapporti con l'esterno, sembra nascondersi dentro la circolare del 2 ottobre del D.A.P. che prevede l’organizzazione del circuito detentivo ex art. 41 bis. Secondo la deputata Giulia Sarti questo è “l'ultimo capitolo” di un “tentativo di mettere in pericolo legislativo l' antimafia” iniziato già con “la liberazione anticipata speciale del 2013 e con la riforma dell'ordinamento penitenziario, nella qui bozza originaria c'era la volontà di estendere i benefici penitenziari anche a chi non aveva collaborato con la giustizia, iniziativa che poi siamo riusciti a vanificare”. “Siamo d'accordo nel tentativo della circolare di uniformare le pratiche - ha spiegato la Sarti - ma non in questo modo”. Secondo quanto evidenziato in aula dai parlamentari pentastellati infatti, “la circolare di fatto allarga le maglie per i mafiosi detenuti: gli avvocati possono consegnare atti processuali su supporto informatico, ma nessuno ha tenuto conto che potrebbero diventare un mezzo per comunicare ordini all'esterno. Il garante nazionale dei detenuti svolgerà colloqui riservati, disposizione che va contro la legge, dato che non c’è nessuna norma dell’ordinamento penitenziario che possa permettere questa situazione. Sui garanti locali, regionali e comunali, non c’è chiarezza se possano effettuare visite o colloqui riservati dato che si parla di “incontri”, con tutti i rischi che ne derivano. La circolare allenta anche i controlli sulle telefonate, giornali e denaro, senza che vi sia un parere vincolante della Direzione Distrettuale Antimafia. Si prevede l’eliminazione del vetro divisorio nei colloqui con un minore, affermando il principio che i figli possano abbracciare i padri, con rischio di usare i figli per inviare 'pizzini'”. Oltra al fatto che delle disposizioni così dettagliate “aumentano la possibilità che vengano impugnate dagli avvocati dei boss per continuare a fare ricorsi dato che le interpretazioni a queste disposizioni possono essere una marea”.

A questo si aggiunge l'allarmante situazione del GOM, Gruppo Operativo Mobile della Polizia Penitenziaria, ente preposto proprio alla sorveglianza e tutti gli altri servizi per i detenuti al 41 bis ma che di recente si è visto aumentare i compiti con una diminuzione di organico e risorse.
Al momento il “Gom conta solo 593 unità a fronte di 700 detenuti - hanno spiegato Giulia Sarti e Vittorio Ferraresi - Su questo punto il Ministero della Giustizia ha risposto che “a fronte dell'ampliamento (dei compiti del Gom, affidando anche i soggetti inerenti al terrorismo) sono stati programmati interventi di rafforzamento strutturale … l'organico specifico sarà infatti portato a 620”. Un numero che non è ugualmente sufficiente a detta dei parlamentari 5 Stelle: “Negli ultimi sette anni le unità sono diminuite nonostante la previsione di 821 unità che era stata stabilita, ora ridotta all'obiettivo delle 620 unità, senza capire che ne servirebbero 200 in più per garantire controlli seri”. A complicare le cose c'è il fatto che “il 28 luglio un decreto ha previsto l’eliminazione della figura del 'funzionario delegato' che permetteva una gestione autonoma delle risorse, che invece è stata data al nucleo scorte”. Oltre al fatto che con i permessi contenuti nella nuova circolare si richiederanno maggiori controlli e verbalizzazioni agli agenti penitenziari.
“In linea generale va sottolineato come, a partire dalle riflessioni maturate in seno degli Stati generali dell'esecuzione penale, l'impegno di questi anni siano rivolto alla realizzazione di un nuovo modello detentivo, funzionale al recupero del condannato” ha dichiarato il sottosegretario del Ministero Giustizia, Federica Chiavaroli nell'introdurre le risposte all'interpellanza sollevata dal M5S. A tale “processo di revisione - ha continuato - non può essere sottratto il tema del trattamento dei detenuti al 41 bis nella ricerca di un nuovo equilibrio tra qualità della vita detentiva, finalità trattamentali ed esigenze di sicurezza”.



“Gli Stati Generali voluti da Orlando vogliono superare l’ergastolo ostativo, presidio di sicurezza per i cittadini e lo Stato, già questo la dice lunga sulle reali intenzioni di combattere le mafie in questo Paese. - ha dichiarato Vittorio Ferraresi in seguito alle risposte ottenute - Inoltre, dobbiamo preoccuparci di un materasso ortopedico mentre le celle dei detenuti comuni sono delle vere e proprie gabbie sovraffollate”.
Per far fronte all'inadeguatezza delle carceri per la restrizione del 41 bis, invece di “ragionare sul limitare il numero di persone da sottoporre al 41 bis”, come aveva affermato Santi Consolo direttore del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, il movimento cinque stelle ha chiesto un potenziamento delle strutture e “un'accelerazione alla costruzione della nuova sezione a Cagliari”. A riguardo la senatrice Chiavaroli ha risposto che “è in corso di realizzazione”.
Riguardo il mancato passaggio (non obbligatorio) in commissione Antimafia della circolare, “nonostante un anno e mezzo di lavori preparatori e di interlocuzioni tra DAP, Ministero della Giustizia e Garante dei detenuti” denunciato dall'onorevole Sarti il Ministero Giustizia non ha fatto pervenire alcuna risposta.
La senatrice Chiavaroli ha specificato le intenzioni e le motivazioni che hanno portato alla circolare del 2 ottobre ma secondo il Movimento 5 Stelle “la risposta del ministero di Giustizia è avvilente piuttosto che insufficiente”. “Siamo gli unici che si stanno rendendo conto di quanto sta accadendo: stanno dando campo libero alle mafie” continuano a denunciare.

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