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ingroia-sicilia-servizida livesicilia.it - 18 aprile 2014
Il commissario di Sicilia e-Servizi: "Con quelle assunzioni abbiamo evitato danni ben più gravi per la regione. Mi verrebbe da ridere, ma non c'è nulla da ridere: da anni mafiosi e amici dei mafiosi provano a mettermi sul banco degli accusati".
Palermo. "Mi verrebbe da sorridere a vedermi recapitare un avviso di garanzia per presunto danno erariale.
Mi verrebbe da sorridere perché me lo aspettavo, non solo perché l'avviso di indagine era stato già preannunciato a mezzo stampa già da qualche settimana e quindi ben prima che venisse inviato, ma anche perché non è la prima volta che, pur di non dirmi grazie, le regole del senso comune vengono rovesciate". Antonio Ingroia, amministratore unico di Sicilia E-Servizi commenta così la notizia di un avviso di garanzia da parte della Corte dei Conti per danno erariale.

"In questo caso potrei dire che non avevo scelta perché dovevo adempiere ad un obbligo a riassumere quei lavoratori licenziati, discendente dalla delibera della giunta Crocetta, ed invece dico che qualcuno dovrebbe premiarci e dire grazie per aver evitato un danno erariale alla Regione ed un rischio altissimo per la salute ed il bene comune dei siciliani. E sfido chiunque a dimostrare il contrario. Perché è un fatto che se non avessimo adottato la procedura che oggi ci viene contestata il blackout informatico della Regione sarebbe stato inevitabile, con conseguente rischio per servizi pubblici essenziali per la salute come 118 e servizi ospedalieri. Ed è incontestabile che solo così il danno erariale, sociale ed alla salute, incalcolabile (altro che 2 milioni di euro!), si poteva scongiurare, come è incontestabile che il licenziamento in blocco di tutte le risorse umane del 'socio privato' di SIESE avrebbe determinato lo sperpero delle svariate decine di milioni spesi negli anni passati dalla Regione per realizzare il "popolamento" delle articolazioni regionali con personale adeguatamente formato in questi anni attraverso Sicilia e-Servizi. E' vero semmai - prosegue Ingroia - che quello che abbiamo fatto ha consentito ed ancor più consentirà di risparmiare denaro pubblico dopo anni di allegra gestione, su cui, stranamente, finora nessuno ha osato indagare e ho iniziato io ad indagare da quando sono alla guida di Sicilia e-Servizi, come dimostrano le denunce che ho fatto in questi giorni alla stessa Procura della Corte dei Conti ed anche alla Procura della Repubblica di Palermo, alla quale ultima proprio oggi ho inviato un supplemento di segnalazione ed integrazione di documentazione. Ed allora, chi ha sperperato il denaro pubblico e chi lo ha fatto risparmiare? E chi oggi vorrebbe farne sperperare ancora e chi, invece, sta avviando un piano di risanamento per farlo risparmiare ancor di più? Io so di avere la coscienza a posto. E gli altri? Ecco perché dico che, anche se mi viene da sorridere, non c'è niente da ridere e la cosa mi pare inquietante, anzi molto grave. Da anni mafiosi e amici dei mafiosi provano a mettermi sul banco degli accusati, ma l'evidenza dei fatti è sotto gli occhi di tutti. Speriamo di non dover dare ragione a Leonardo Sciascia sull'irredimibilita' della Sicilia".


Corte dei conti: "Danno da 2 milioni a Sicilia e-servizi"
Indagati Crocetta, Ingroia e mezza giunta
di Accursio Sabella - 18 aprile 2014
La procura della Corte dei Conti contesta un danno erariale di oltre 2 milioni relativo alle assunzioni nella partecipata. Tra gli indagati anche gli assessori ed ex assessori Scilabra, Valenti e Stancheris, Cartabellotta, Bonafede e Bartolotta.
Palermo. Un presunto danno erariale da oltre 2,2 milioni di euro. Una cifra che la Procura regionale della Corte dei conti ha contestato al presidente della Regione Rosario Crocetta, al commissario di Sicilia e-Servizi Antonio Ingroia, al ragioniere generale della Regione Mariano Pisciotta e a mezza giunta di governo (gli attuali assessori Nelli Scilabra, Patrizia Valenti e Michela Stancheris, oltre agli ormai ex Dario Cartabellotta, Ester Bonafede e Nino Bartolotta).

L'inchiesta, coordinata dal viceprocuratore Gianluca Albo, riguarda le assunzioni di 74 dipendenti ex Sisev transitati a Sicilia e-Servizi alcuni dal 23 gennaio scorso, altri dal 4 febbraio. Una passaggio che, secondo i magistrati contabili, appare illegittimo e tale da causare, appunto, uno spreco. Un danno alle casse della pubblica amministrazione. Assunzioni considerate "illecite" per diverse ragioni.

Quelle assunzioni, infatti, secondo i pm contabili sono avvenute "in violazione del divieto legale e amministrativo di assunzione; senza alcuna preventiva valutazione del fabbisogno del personale e senza alcuna preventiva pianificazione dell'attività di Sicilia e-Servizi, società in liquidazione; nonostante la giunta avesse ribadito il divieto di reclutamento in Sicilia e-Servizi di personale dalla società privata (il cosiddetto popolamento) e previsto la istituzione di una struttura tecnica con personale regionale per svolgere le attività informatiche di Sicilia e-Servizi".

In sintesi, non solo quelle assunzioni hanno violato il blocco delle assunzioni. Ma il governo avrebbe addirittura smentito se stesso, visto che una propria delibera aveva vietato il transito di quei dipendenti nella società partecipata, istituendo persino una struttura composta da 'interni'.

Oltre a Crocetta, Ingroia e agli assessori, l'invito a dedurre (paragonabile all'avviso di garanzia dei procedimenti penali) è stato notificato anche all'Avvocato dello Stato Massimo Dell'Aira, che aveva fornito al commissario della società un parere favorevole alle assunzioni, e alla dirigente del settore delle società partecipate Rossana Signorino.

Della cifra di oltre due milioni è già stato accertato un danno erariale di quasi 180 mila euro, che riguarda le spese per gli stipendi di questi primi mesi (gennaio e febbraio 2012). Un danno la cui responsabilità viene ora contestata ai soggetti ai quali è stato spedito l'invito a dedurre. Da oggi avranno quaranta giorni di tempo per presentare memorie e documenti e rispondere alla contestazione della Procura contabile che poi deciderà se citarli o meno in giudizio.

Tratto da: livesicilia.it

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