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Il risultato elettorale del 21 maggio a Lona-Lases, con il mancato raggiungimento del quorum da parte della lista guidata da Pasquale Borgomeo, ha un significato chiaro: non è più possibile prescindere dall’inchiesta “Perfido”!
Non solo vanno considerate le sue risultanze processuali sul piano penale, ma anche le conseguenze che tali fatti hanno determinato a livello politico/amministrativo e sul piano sociale.

Questo risultato elettorale non è una sconfitta per la comunità di Lona-Lases come si sono affrettati a dire gli sponsor politici dell’unica lista presentata, bensì il chiaro segnale che una parte della comunità è ancora viva e potenzialmente in grado di reagire ai condizionamenti ai quali è stata negli anni sottoposta. A questa parte della comunità va ascritto il merito del risultato elettorale che ha visto l’affluenza alle urne fermarsi sotto il 32%, ben lontano dalla soglia del quorum, vale a dire il 50% più 1 degli elettori.
In un colpo solo è stata così respinta una manovra pericolosa per come è nata, per gli obiettivi che implicitamente si poneva e, non ultimo, per l’ambiente di provenienza dei candidati.
Tale lista è nata, infatti, da incontri avvenuti dietro le quinte di cui la comunità è stata tenuta all’oscuro. I promotori sono stati il presidente del Consiglio provinciale Kaswalder, di quello regionale Paccher e il capogruppo di Fratelli d’Italia Claudio Cia. L’obiettivo era togliere da una situazione imbarazzante l’attuale presidente della Giunta provinciale Fugatti ed in particolare l’assessore agli Enti locali Mattia Gottardi.

Una manovra condotta grazie al “coraggioso” silenzio di tutte le altre forze politiche, ad esclusione del M5stelle, il cui rappresentante Alex Marini ha denunciato sempre apertamente il carattere normalizzatore di tale manovra di palazzo.

Non sono mancati ovviamente i più o meno interessati appoggi locali a tale manovra, a partire dal commissario straordinario del comune Alberto Francini, che vanno dagli ex sindaci Marco Casagranda e Manuel Ferrari all’intero comitato Asuc di Lases, presieduto da Massimiliano Ferrari, fino a comprendere il promotore della lista “Comunità del domani” (non presentatasi e che ha però visto due suoi candidati confluire nella lista “Insieme per Lona-Lases”) Rinaldo Caldera.
Significativo il sostegno alla lista venuto dall’imprenditore Enzo Anesi, socio con il 25% delle quote nella Anesi Srl di cui era amministratore Mario Giuseppe Nania (condannato in primo e secondo grado per estorsione nei confronti dei lavoratori) e socio Giuseppe Battaglia (entrambi imputati nel processo “Perfido” in svolgimento presso il Tribunale di Trento.

L’obiettivo di tale lista di estranei alla comunità e per di più politicamente ben connotati in quanto provenienti da ambienti della destra anche nostalgica, era quello di allontanare lo spettro di una Commissione d’accesso, cercando ancora una volta di nascondere la spazzatura sotto il tappeto!
Ebbene, la parte sana della popolazione di Lona-Lases ha respinto al mittente questo tentativo.
Una sonora sconfitta per la maggioranza che governa la nostra Provincia e per il commissario straordinario del comune Alberto Francini che ha sponsorizzato direttamente la lista “Insieme per Lona-Lases”. Una sconfitta però anche per tutti quei partiti dell’opposizione che, col loro complice silenzio, hanno avvallato tale tentativo!

Ci auguriamo che la parte sana della comunità, nel respingere questo tentativo antidemocratico, trovi il coraggio di partecipare attivamente nel tracciare un percorso che ci porti fuori da questa grave situazione.

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