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manca attilio di Sandra Rizza
Irritazione alla gola, capogiri, sangue nelle feci e misteriose goccioline sulle piante del giardinetto di casa che di colpo appassiscono. È l’ultimo mistero che tormenta i genitori di Attilio Manca, l’urologo siciliano morto il 12 febbraio 2004 in circostanze oscure in quella che la Procura di Viterbo ha liquidato come l’overdose di un “tossicodipendente’’, e che invece gli avvocati della famiglia, Fabio Repici e Antonio Ingroia, ritengono un’esecuzione legata alla trattativa Stato-mafia.

NEGLI ULTIMI MESI, Angela e Gino Manca hanno presentato due denunce ai carabinieri per segnalare nella loro villetta di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) presunte sostanze tossiche capaci di provocare evidenti sintomi di avvelenamento, confermati anche da un certificato medico che ha individuato “metalli pesanti” nell’organismo di entrambi. “Avvertiamo in casa - si legge nella prima denuncia dei Manca, del 24 agosto - la presenza di sostanze che provocano infiammazione alle vie respiratorie e irritazione agli occhi, oltre uno stato confusionale e capogiri. Abbiamo notato anche che gli alberi del nostro giardino appassiscono in modo ingiustificato”.
Nella seconda denuncia, del 21 settembre, Angela Manca segnala “goccioline sulle piante del giardinetto”, come se qualcuno avesse irrorato una sostanza nell’ambiente, e il marito Gino la presenza di “sangue nelle feci”. La conclusione è un vero e proprio Sos: “Chiediamo l’intervento delle autorità per evitare aggravamenti della nostra salute”.


C’È UN MISTERIOSO aggressore che tormenta i genitori di Attilio Manca a 12 anni dal decesso del medico che potrebbe aver operato di prostata a Marsiglia il boss Bernardo Provenzano? Una risposta potrebbero darla le numerose denunce di Angela Manca, che continua a chiedere la verità sulla morte del figlio, di cui ora si sta occupando la Dda di Roma: “Attilio non è stato ucciso da Provenzano - ha sempre ripetuto la donna - bensì dalle figure istituzionali che hanno protetto la sua latitanza”. Qualcuno vuole metterla a tacere? La Procura di Barcellona ha aperto un fascicolo e disposto accertamenti per individuare l’origine dell’intossicazione e scoprire se è dolosa. Il procuratore Emanuele Crescenti rassicura: “Scopriremo cosa accade in casa Manca”.
Una cosa è certa. Nella denuncia di agosto, Gino e Angela Manca hanno evidenziato un precedente scontro giudiziario che nel 2006 li contrappose ai coniugi Gaetano Manca e Maria Rita Calderone (lui, chimico, era il fratello di Gino, e dopo qualche anno è morto), vicini di casa e genitori di Ugo Manca, il cugino di Attilio indagato e poi prosciolto dall’indagine per la cessione della droga che avrebbe stroncato il giovane medico a Viterbo. L’indagine su Gaetano Manca per violenza privata e minacce, scaturita da analoghi sintomi di avvelenamento, portò nel 2006 l’autorità giudiziaria a ordinare al chimico di allontanarsi per un mese dalla propria casa.

Tratto da: Il Fatto Quotidiano

In foto: Attilio Manca insieme ai genitori, Angela e Gino

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