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Quindici, spari contro la villa bunker trasformata in un maglificio da Libera

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Colpi fucile alla vigilia dell'inaugurazione con don Ciotti di Villa "100Quindici passi". Il viceministro Bubbico ad Avellino: "Lo Stato c'è"

Hanno fatto saltare la scritta "Bene riscattato alla camorra e restituito all'Italia" a colpi di pallettoni. Un colpo per ogni lettera. Colpi di rabbia e impotenza. Siamo a Quindici paesino dell'Avellinese, con poco più di 2000 abitanti. Qui la legalità fa paura a chi crede da sempre di poter "comandare". "CentoQuindici passi" fanno paura a chi non vuole perdere un simbolo. E la camorra, alza la testa, attacca Libera e il maglificio del riscatto, con una raffica di colpi sparati nel silenzio della notte.

"Maglificio 100Quindici Passi". Si chiama così la villa bunker che fu del clan Graziano. Ed oggi è un'impresa tessile, simbolo del lavoro onesto che si riappropria del territorio. I preparativi sono quasi ultimati. Domani l'inaugurazione. L'emozione tra i ragazzi di Libera è alta. Ma la notte scorsa sono stati esplosi una serie di colpi di arma da fuoco conto i cancelli del maglificio. Colpi per intimorire, per spaventare, colpi esplosi da chi non vuole lasciare il territorio.


Carabinieri e polizia  stanno effettuando rilievi sul posto, e dalle prime informazioni i colpi sono stati esplosi con un fucile e indirizzati al cancello di ferro esterno.

L'intimidazione, che non ha causato danni, precede l'arrivo a Quindici di don Luigi Ciotti, il presidente nazionale di Libera che da anni si batte per favorire il riutilizzo dei beni confiscati ai clan. Il sacerdote mercoledì 21 ottobre, nel pomeriggio, insieme al prefetto di Avellino, Carlo Sessa, inaugurerà il "Maglificio100Quindici Passi", destinato a produrre maglieria artigianale.

La villa, appartenuta ai vertici del clan Graziano, è il primo bene confiscato alle mafie in provincia di Avellino. Il Maglificio 100 Quindici Passi è un progetto economico e di inserimento lavorativo che la cooperativa sociale Oasiproject, aderente a Confcooperative Avellino (e nella rete di Federsolidarietà Confcooperative Campania) sta portando avanti grazie a un progetto sostenuto da Fondazione Con Il Sud. Il progetto prevede la ristrutturazione e l’adeguamento dei locali e degli impianti di Villa Alta Chiara. All’interno del maglificio sarà anche realizzata una scuola di arti e mestieri, dove lavoreranno, dopo un periodo di formazione, 7 persone.

In vista della inaugurazione del laboratorio, per tutta la giornata di ieri gli uomini della squadra mobile della Questura di Avellino, insieme agli agenti del Commissariato di Lauro (Avellino) e al Nucleo prevenzione crimine della Campania, hanno svolto serrati controlli sul territorio del Vallo di Lauro, con posti di blocco e controlli di sorvegliati speciali, pregiudicati e presunti affiliati ai clan Cava e Graziano, che da decenni, nel contesto di una sanguinosa faida, si contendono il controllo delle attività criminali sul territorio. Eppure qualcuno ha trovato i ltempo e lo spazio per fa arrivare "un messaggio" a chi tenta di fare anticamorra.

Lo scorso mese di settembre, altri colpi di arma da fuoco vennero indirizzati contro l'abitazione del sindaco di Quindici, Eduardo Rubinaccio, e alcuni giorni fa il suo ufficio nella sede comunale è stato preso di mira da ignoti che hanno riversato urina sul pavimento.

A Villa Centoquindici passi lavora anche Sebastiano Schibelli, fratello di Nunziante Schibelli prima vittima innocente della faida tra i clan Graziano e Cava.

“È inaccettabile. A meno di ventiquattro ore dall’inaugurazione di un progetto importante come il Maglificio 100 Quindici Passi, ecco che la malavita imbraccia le armi e spara. commenta Maria Patrizia Stasi, presidente di Confcooperative Campani-  Spara per sopraffare e tenere a bada chi agisce nella legalità, chi investe sul lavoro, chi crede nell’integrazione delle persone e nella crescita dei territori. Condanniamo il gesto senza se e senza me. Un gesto che ci deve indignare, preoccupare e far scegliere da che parte stare. Ai nostri cooperatori dico: non arrendiamoci, e non pensiamo mai di essere dalla parte sbagliata. Le istituzioni e le comunità hanno il dovere di intervenire, di proteggere chi investe per il bene comune e per lo sviluppo dell’economia locale e regionale. Siamo vicini alla nostra cooperativa e a quanti si stanno impegnano per la legalità e l’occupazione”.

"Le mafie temono l'antimafia del fare- interviene Claudio Fava, vicepresidente della Commissione Antimafia -  La villa confiscata al clan Graziano di Quindici da domani è destinata a ospitare un maglificio che darà lavoro pulito in terra di ricatto criminale e di impunità. E questo dà molto fastidio alla camorra che ha già minacciato e oggi è tornata a sparare. Senza capire che quel bene domani andrà restituito non solo a una cooperativa di Libera ma all'Italia intera che attorno ai quei ragazzi oggi si stringe".

"Quindici rappresenta una grandissima sfida. Su un territorio così compelsso, parliamo di uno tra i primi comuni italiani sciolti per infiltrazioni mafiose, ai tempi del presidente Pertini, aprire un'attivita imprenditoriale per noi è un traguardo incredibile- commenta Fabio Giuliani, rappresentante regionale di Libera - Con il maglificio 100Quindicipassi siamo andati fuori dai classici schemi. Fino ad ora Libera ha riconvertito terrenagricoli. A Quindici la sfida è creare un'impresa artigianale.  Gl ispari di questa notte ci hanno ferito, siamo rimasti male. E come quando ti vengono a rubare in casa e toccano i tuoi affetti. Però, con grande consapevolezza, andiamo avanti perchè non siamo soli. Sappiamo che avremo accanto lo Stato e la comunità".

"E' un episodio inquietante. Non ci fermeremo dinanzi alle minacce- chiosa Valentina Paris, deputata e responsabile nazionale Enti Locali del Partito Democratico - Nessuno creda minimamente di poter intralciare, anche con le armi, un percorso di legalità che dura da anni e che sta per restituire alla comunità quello che le era stato sottratto con la violenza. Abbiamo creduto sin da subito che creare opportunità di lavoro e sviluppo in quel luogo fosse la risposta giusta, e non ci fermeremo. Il percorso di restituzione alla comunità del bene confiscato andrà avanti."

In serata arriva ad Avelino, il viceministro all'Interno, Filippo Bubbico, che  insieme alla responsabile Enti locali del Partito Democratico, Valentina Paris, incontrerà gli amministratori, il prefetto e le forze dell’ordine.

“Era una presenza doverosa – afferma il viceministro – perché questi territori si stanno impegnando a dare dei segnali di speranza e c’è la volontà di invertire un ciclo rispetto alle infiltrazioni criminali sul territorio. Il compito dello Stato è quello di essere presente e di impegnare tutte le risorse possibili per sconfiggere la criminalità che prosciuga ricchezze dai territori, ma anche risorse umane, culturali, bellezza, speranza".

"Il maglificio 100Quindici Passi - dice Bubbico - è molto di più che un’attività lavorativa per la produzione di ricchezza, rappresenta un progetto di vita e lavoro legale per molti ragazzi. Ecco perché non possiamo permetterci di cedere alle intimidazioni e dobbiamo impegnarci perché ci siano in campo tutte le energie per invertire il ciclo negativo che le  mafie innescano in queste realtà. La criminalità desertifica il Mezzogiorno. Restituire beni all’economia legale, significa restituirli alla collettività e a tutte quelle persone che vogliono realizzare in questi luoghi il loro progetto di vita. Difendere, tutelare, valorizzare questi progetti è doveroso e fondamentale per affermare con forza che ci sono molte alternative virtuose e possibili alla criminalità”.


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