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Addio a Giovanna Maggiani Chelli, voce delle vittime della strage di via dei Georgofili
di Giorgio Bongiovanni e Karim El Sadi

Dopo una lunga malattia è deceduta la notte scorsa nella sua casa di La Spezia Giovanna Maggiani Chelli, Presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della Strage di via dei Georgofili. Giovanna aveva 75 anni ed è stata la storica portavoce della lotta per il raggiungimento della verità sull'autobomba che nella notte tra il 27 e il 28 maggio del 1993 squarciò parte del centro storico di Firenze e con esso le vite della famiglia Nencioni (Fabrizio, la moglie Angela Fiume e le due bimbe Nadia e Caterina) e quella del ventiduenne Dario Capolicchio, bruciato vivo davanti alla fidanzata Francesca Chelli (figlia di Giovanna Maggiani Chelli).
Dal 1996 al 2002 ha seguito udienza per udienza tutti i processi sulla strage di Firenze e nel 2001 è diventata portavoce dell'Associazione tra i familiari delle vittime della Strage di via dei Georgofili. Giovanna Maggiani Chelli sosteneva con forza che i 250 chili di tritolo fatti brillare in via dei Georgofili rientrassero in quella che solo 20 anni più tardi le sentenze dei magistrati definirono come strategia stragista di Cosa nostra, posta in essere con il coadiuvamento di pezzi deviati dello Stato. Una posizione confermata dal processo di Firenze sulle stragi del 1992-1993. Nel 2010, anno in cui Giovanna Maggiani Chelli assunse l’incarico di Presidente della sua associazione, Francesco Tagliavia, capo della famiglia palermitana di Corso dei Mille venne condannato all'ergastolo con l'accusa di aver messo a disposizione i suoi uomini e prestato il suo assenso alla strage. Già all'epoca nella motivazione della sentenza i giudici della Corte d'Assise di Firenze scrissero nero su bianco che la Trattativa “indubbiamente ci fu e venne quantomeno inizialmente impostata su un do ut des” per interrompere la strategia stragista di Cosa nostra. E “l'iniziativa fu assunta da rappresentanti dello Stato e non dagli uomini di mafia”. Nel 2013 l'Associazione tra i familiari delle vittime della Strage di via dei Georgofili venne ammessa come parte civile al processo sulla Trattativa Stato-mafia. Processo, il cui esito diede man forte alla sua tenace battaglia per il raggiungimento della verità. Su questa linea ci aveva raccontato nel corso di una delle sue ultime interviste gentilmente concessaci qualche mese fa che "la strage di Firenze si inserisce all'interno di una strategia di attacco allo Stato che, appare sempre più evidente, non vedeva coinvolta la sola Cosa nostra. I mafiosi furono già condannati con l'aggravante di aver agito con finalità di terrorismo ed eversione. Ed è proprio questa che ci dice che non c'erano solo i mafiosi, ma anche qualcos'altro".
Se ne va una donna afflitta che ha gridato negli ultimi 26 anni giustizia e verità per la strage di via dei Georgofili, quella di Milano e Roma e le stragi in genere. Con la sua associazione ha lottato con onestà, correttezza e grande determinazione dando forza a tanti parenti di vittime della mafia e dissentendo con coerenza e trasparenza quando alcuni di questi seguivano strade non corrette. Questa è stata Giovanna Maggiani Chelli, una nostra cara amica e un'amica della giustizia. I funerali si svolgeranno domani, giovedì 22 agosto a La Spezia in forma privata.

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