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Categoria: Economia
Editore: Ponte Alle Grazie
Pagine: 272
Prezzo: € 16,00
ISBN: 9788868332532
Anno: 2014

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Recensione

«Non si può fare altrimenti. Ce lo chiedono i mercati»: è la formula dietro cui politici di spicco e buona parte degli economisti si trincerano quando devono giustificare le misure draconiane che stanno mettendo in ginocchio l’Italia. Ma è davvero così? Quali gruppi e interessi concreti si celano dietro queste entità inafferrabili che esprimono la loro preoccupazione, avanzano richieste, e, all’occorrenza, fanno cadere governi legittimamente eletti? L’inchiesta di Lidia Undiemi risponde analizzando le fasi più significative della crisi dei debiti che dal 2011 attanaglia l’Eurozona, e mettendo a nudo il disegno politico sotteso al sistema di regole economiche e dispositivi di salvataggio: consegnare le risorse produttive delle nazioni in difficoltà e i diritti sociali conquistati dalle generazioni precedenti nelle mani di una nuova autocrazia finanziaria, la quale ottiene una clamorosa clausola di salvaguardia politica a garanzia dei propri capitali privati da parte degli Stati in difficoltà.
L'opera riporta una ricostruzione attenta e lucida del ruolo assunto dalla Troika in Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Cipro, dalla quale emerge una vera e propria guerra fra Stati e mercati, nell'ambito della quale l'ipotesi di prelievo forzoso già attuato nella piccola isola rischia di divenire un modus operandi da imporre agli altri membri.
Nonostante l'invadenza delle organizzazioni internazionali, gli Stati restano comunque enti sovrani, e dunque la politica potrebbe ribaltare in qualsiasi momento la situazione. Lo storico accordo di Fortaleza firmato di recente dai BRICS, con il quale questi esprimono sostanzialmente la volontà di fare fronte comune contro le politiche neoliberiste del FMI, fa presagire che, non soltanto l'UE, ma in generale l'economia mondiale del debito - retta dall'egemonia statunitense - si avvia ad un inesorabile declino.
Tuttavia, per ritornare ad una crescita democraticamente sostenibile, questo non basta, resta il grande nodo dello strapotere del capitalismo finanziario nel decidere le sorti dei mercati 'reali' nazionali. Ed è su questo punto che l'autrice, prendendo atto che la sovranità monetaria, da sola, non è in grado di contrastare il gioco finanziario ad effetto “domino” - è così che d'altronde è iniziata la crisi dell'eurozona la cui molla è appunto scattata con il fallimento della Lehman Brothers – fornisce un ulteriore contributo cercando di interpretare le dinamiche attraverso cui l'economia finanziaria si sostituisce a quella reale.
Quest'ulteriore indagine, si snoda però attraverso un approccio del tutto inedito. Analizzando con una prospettiva innovativa il vissuto dei cittadini, le vertenze lavorative più avanzate, molte delle quali divenute famose per mezzo dei media, 'Il ricatto dei mercati' mostra come il capitalismo finanziario si sia inserito nell’economia reale e abbia cambiato le ‘regole d’ingaggio’.  La globalizzazione finanziaria, ancor prima di divenire visibile con i “grandi numeri”, si è manifestata attraverso le trasformazioni del mondo del lavoro, che sino ad oggi ha rappresentato il suo principale ostacolo. Questo spiega l'eccessiva attenzione per lo smantellamento dei diritti dei lavoratori, tutt'altro che meramente ideologica.
L’economia apparente a contraente unico – così viene definita nell'opera – creata dai grandi gruppi societari grazie all’utilizzo di particolari modelli organizzativi, deresponsabilizza i grandi operatori economici, che grazie ad una legislazione favorevole scaricano il rischio d'impresa sugli investitori e, più in generale, sull’intera collettività. 'Il ricatto dei mercati' mostra come oggi ci troviamo di fronte a un «Ordine giuridico del mercato», e come l'Italia sia piena di piccoli, ma grandi rivoluzionari ‘comuni’ che hanno posto le fondamenta per una vera resistenza. È dalla loro esperienza che l’autrice ha tratto ispirazione per modulare una serie di proposte di legge e di possibili azioni politiche che porterebbero un vero contributo alla causa collettiva.

Tratto dalla Prefazione di Roberto Scarpinato:
«Coniugando sapientemente tensione divulgativa e rigore analitico, sapere economico e giuridico, visione dall’alto e dal basso, approccio macro e micro sistemico, l’autrice offre al lettore una chiave di lettura globale che illustra i nuovi giochi di potere in corso, quali siano le forze in campo, quali i termini reali del conflitto, quali le sofisticate tecniche adottate sul piano economico, giuridico e istituzionale per drogare il funzionamento del mercato».

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