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dg_parmalianadi Fabio Repici - 2 marzo 2012
Oggi (ieri per chi legge) si è svolta la terza udienza del processo a carico del dr. Antonio Franco Cassata. Come si sa, il Procuratore generale di Messina è imputato innanzi al Giudice di pace di Reggio Calabria per diffamazione aggravata dai motivi abietti di vendetta in danno di Adolfo Parmaliana, commessa con l’invio allo scrittore Alfio Caruso, al senatore Giuseppe Lumia, al sindaco di Terme Vigliatore e allo stesso Procuratore generale di uno squallido dossier anonimo infarcito di calunniose bestialità.

Per la terza volta, non si è fatto quasi niente. Dovevano essere esaminati due testimoni: per l’esattezza due militari dell’Arma, il tenente Ferraro e il luogotenente Musarra. Il primo già nei giorni scorsi aveva comunicato al P.m. la sua impossibilità a presenziare; il secondo, invece, in servizio a Patti oggi come al tempo del suicidio di Adolfo Parmaliana come quindici anni fa, solo stamattina ha fatto sapere al Giudice di non poter comparire perché bloccato dall’odierno sciopero dei trasporti pubblici locali: evidentemente i carabinieri a Patti sono sprovvisti di auto. Coincidenza fortunata, quest’ultima, per i cassatadifensori di Cassata, che giusto oggi non erano comparsi e si erano fatti rappresentare da un sostituto processuale.
L’udienza di oggi, allora, è stata solo l’occasione per salutare il Giudice, Antonino Scordo, che la prossima settimana lascerà le funzioni per raggiunti limiti di età. E per me, ora, di supplire ancora al silenzio della cosiddetta stampa democratica, ancora muta di fronte all’unico processo d’Italia a un Procuratore generale, per un reato infamante come la diffamazione compiuta con un dossier anonimo e al fine di ostacolare la pubblicazione del libro “Io che da morto vi parlo”, biografia di Adolfo Parmaliana scritta da Alfio Caruso. La prossima udienza si terrà il 29 marzo di fronte a un nuovo Giudice, ancora ignoto, per l’esame dei testimoni oggi assenti.

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