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Piera Aiello: “Lo Stato che non ci protegge”

Minacce in diretta tv per il testimone di giustizia Ignazio Cutrò durante la trasmissione “Mi manda Rai Tre”. Nella puntata andata in onda ieri, domenica 27 febbraio, la giornalista Flaviana Bulfon ha realizzato un servizio sulla paradossale vicenda dell'imprenditore che dopo la denuncia dei suoi estorsori mafiosi, di cui è stato vittima, ancora non riesce più a lavorare per mancanza di commesse tanto da aver detto a più riprese di sentirsi abbandonato dallo Stato (le sue onerose cartelle esattoriali, infatti, continuano ad arrivare).
La troupe giornalistica inviata da Federico Ruffo si era recata a Bivona (AG), paese natìo dell’imprenditore, per chiedere l'opinione dei cittadini in merito alla storia di Cutrò. Quando ecco che, tra i vari intervistati, vi è stato un signore che ha rilasciato dichiarazioni allarmanti: “È un infame - dice il signore -. Non vale neanche una pallottola altrimenti gli avrei sparato”. E, come se non bastasse, l’uomo ha anche difeso l'operato delle persone che Cutrò ha fatto condannare dicendo che “non è mafia” e alludendo al fatto che trattasi di “un picciotto che dà da mangiare a venti famiglie”.


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Nonostante il volto coperto, il testimone di giustizia ha riconosciuto il soggetto e ha denunciato pubblicamente la costante presenza di questo soggetto nei pressi del suo luogo di lavoro. “Da più di un anno questo individuo si veniva a posteggiare davanti al cancello della diga, a questo punto le forze dell'ordine dovrebbero chiedere spiegazioni perché potrei anche avere il dubbio che questa persona stesse spiando i miei movimenti”, ha detto Ignazio Cutrò, ai microfoni di AgrigentoNotizie assicurando che l'autore delle presunte minacce sarà denunciato alle autorità giudiziarie.
Anche il sindaco di Bivona Milko Cinà è stato raggiunto dai microfoni della redazione di AgrigentoNotizie ai quali ha detto di essere “fortemente amareggiato e mi dissocio da quelle parole. La mia è una comunità che sicuramente condanna l'omertà e che sostiene Cutrò e la sua famiglia. Questi episodi macchiano l'immagine di una città che ha nei suoi principi quelli della lotta alla mafia”.


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Ospiti in studio di Federico Ruffo anche l’ex magistrato Giuseppe Ayala, il giornalista da Il Fatto Quotidiano Marco Lillo e la deputata della Commissione Antimafia - nonché gestione testimone di giustizia - Piera Aiello la quale, commentando quanto accaduto ai danni di Cutrò, ha detto: “Purtroppo per questo Stato i testimoni di giustizia, così come i collaboratori di giustizia, sono solamente un costo. Noi invece, particolarmente i testimoni di giustizia, dovremmo essere una risorsa perché abbiamo dato la vita allo Stato. Ignazio Cutrò l’ha pagato rimanendo isolato sul territorio mentre io, invece, lasciando tutto. Ed ognuno di noi sta pagando un prezzo che realmente non dovrebbe pagare perché abbiamo lo Stato che non ci protegge”.

VIDEO Guarda la puntata: Mi manda Rai Tre

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