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di Salvatore Calleri
Quando 2 anni e mezzo fa ci fu l'attentato ad Antoci e Manganaro, non dubitai sulla mano mafiosa, come alcuni personaggi famosi fecero arrivando a fare fantasiose ricostruzioni, smentibili sin da subito e con maggior forza smentite dagli ultimi accadimenti, compresa la intercettazione ante attentato dei ros che prevedeva 5 colpi per Antoci e Manganaro.
Sin da subito avevo capito che chi smentiva che era un attentato, mascariava, seguendo una non nobile tradizione esistente in Sicilia.
La domanda che invece mi posi era un'altra: la sicurezza degli scortati.
Il tipo di attentato, ossia fermare la macchina per poi bruciarla è un metodo conosciuto usato in Calabria, in Messico ed in Colombia.
Le blindate usate in Italia reggono il fuoco?
Fino a che calibro supportano?
Se non ci fosse stato il valido funzionario di Polizia Manganaro che arrivava e sparava, cosa succedeva ad Antoci e alla sua scorta se la blindatura non reggeva e la macchina veniva bruciata?
Ripeto che queste erano le domande, in un attentato non smentibile.
Invece si è assistito alla classica messa in dubbio delegittimante nei confronti di Antoci la cui unica colpa è che non è stato ucciso.
Al contrario dobbiamo richiedere per gli scortati il minimo sindacale, ossia una auto che sopporti almeno il livello vpam 6 e che sia dotata di sistema antincendio.
Quindi non resta che fare due cose: denunciare i mascariatori e migliorare le auto blindate.

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