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caltanissetta-acfbdi Miriam Cuccu - 2 aprile 2015
La difesa chiede di sentire il colonnello Riccio "Ilardo gli parlò di mandanti esterni su via D'Amelio"
All'udienza di oggi del processo Borsellino quadre è toccato alle difese e ai legali di parte civile condurre l'esame dei collaboranti Francesco Raimo e Marco Marino. Raimo ha ribadito il rapporto confidenziale che lo legava a Vittorio Tutino (imputato al processo, ndr) immediatamente smentito da Tutino stesso, che al termine del processo ha reso delle dichiarazioni spontanee in videocollegamento: "Raimo era la persona meno adatta con la quale mi sarei potuto confidare" ha detto al termine del controesame. Il collaboratore napoletano ha specificato di aver parlato del colloquio con Tutino in carcere (quando l'imputato inveì contro il superperito Gaspare Spatuzza per averlo accusato di aver rubato insieme a lui la 126 usata per la strage di via D'Amelio) solo due anni dopo perché "dovevo riferire qualcosa come quaranta o cinquanta omicidi, traffici di droga, estorsioni, alleanze con consorterie criminali". Della responsabilità dei due boss Graviano nell'uccisione di Paolo Borsellino e degli agenti di scorta, Raimo ha ricordato di averne sentito parlare soltanto "nelle discussioni tra Antonio Lo Nigro e Pietro Rampulla. Le loro celle erano vicine e dicevano che i mandanti delle stragi di Capaci e via D'Amelio erano i fratelli Graviano".
Marino ha invece raccontato che quando Salvatore Vitale (oggi deceduto, ndr) gli disse di avere un appartamento in via D'Amelio (usato dagli organizzatori della strage per appostamenti) "tra me e me non sapevo se credergli o meno, era un fatto un po' pesante, mica come rubare un auto. Quando iniziai a collaborare venni messo in isolamento ma su una testata giornalistica vidi che era stato riaperto il processo e arrestate nuove persone per le dichiarazioni di Spatuzza, che erano emerse nuove verità". Poi Marino riferì l'episodio ai magistrati.

La difesa: sentire il colonnello Riccio
A controesame concluso Flavio Sinatra, avvocato difensore di Vittorio Tutino e Salvo Madonia, ha chiesto che venisse ascoltato prossimamente il colonnello dei carabinieri Michele Riccio, gli stessi Tutino e Madonia e per calunnia i falsi pentiti Vincenzo Scarantino, Francesco Andriotta e Calogero Pulci. Riccio è stato ascoltato dai giudici di Catania nel corso del processo per l'omicidio di Luigi Ilardo, boss di Cosa Nostra poi confidente dello stesso Riccio, ucciso il 10 maggio del '96 a Catania appena prima di diventare collaboratore di giustizia. "Ilardo riferisce circostanze sui mandanti di tutte le stragi, esterni e occulti, circostanze sull'Addaura, gli omicidi Agostino e Piazza e la stessa strage di via D'Amelio. Chiedo che venga sentito appena vi sia la disponibilità" ha dichiarato il legale. Il pm Stefano Luciani esprimerà il proprio parere sulla richiesta della difesa non appena verrà depositata la trascrizione del controesame di Riccio, avvenuto lunedì scorso, nel processo per l'omicidio Ilardo.

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