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Triste fine di un Capitano che aveva una gamba di legno

Lo sloganificio di Salvini chiude per ferie
di Saverio Lodato

Come farà adesso Matteo Salvini a ripetere i suoi slogan sugli immigrati che ci invadono togliendoci casa e lavoro?
Come farà adesso Salvini a continuare a citofonare nelle case dei presunti spacciatori di droga?
Come farà adesso Salvini a agitare lo spauracchio di Bibbiano?
E come farà adesso a sostenere che la stragrande maggioranza degli italiani è con lui?
Erano frasi forti le sue.
Dilemmi disperati, quelli di fronte ai quali aveva messo il Paese.
Bagliori sinistri, quelli evocati sin dall’estate del Papeete. E d’altra parte, chi chiede il comando da solo non può andare per il sottile.
Costantemente alla vigilia della fine del mondo, Salvini rimorchia, con questo voto emiliano, una tranvata che gli fa male.
E che dirà Giorgia, la mamma italiana, costretta a seguirlo dappertutto, poco convinta e poco persuasa?
Sì. Certo, la Calabria. Ma si sa. Quella è regione dove comanda la ‘ndrangheta e dove Nicola Gratteri, il pm che vuole fare pulizia, viene visto come fumo negli occhi ed è diventato, proprio perché fa il suo lavoro, un morto che cammina. E dove la Lega di Salvini, a prestare ascolto alle inchieste, è assai ben voluta.
Ma era l’Emilia la regione che Salvini aveva scelto per radicare il referendum sulla sua persona. Che voleva redimere. Che voleva liberare. Che voleva adoperare come testa d’ariete per espugnare l’Italia. Invece, ora, a uscire di scena, sorridente, sorridente, è la figurina Borgonzoni.
I 5 Stelle si spappolano. A quel che è dato sapere i suoi elettori no, non si astengono, non restano a casa. Sono andati a votare Stefano Bonaccini, facendo spontaneamente, e dal basso, quanto va chiedendo da tempo al loro gruppo dirigente, Nicola Zingaretti, che intende allargare il campo Pd.
Tutti insieme - con la marea delle sardine, e con gli astenuti del tempo che fu improvvisamente tornati alle urne - per fare argine contro un Capitano che, alla resa dei conti, si è dimostrato un Capitano dalla gamba di legno.
Ora toccherà al governo di Giuseppe Conte mettere a profitto le enormi implicazioni del voto emiliano.
Da oggi lo sloganificio di Matteo Salvini chiude i battenti. E assai difficilmente Matteo Salvini arriverà, da una posizione di comando, al 2023, quando in Italia si tornerà a votare.
Salvini, in queste ore, è su questo che sta rimuginando.

📸 Foto © Imagoeconomica

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