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di AMDuemila
Continua la requisitoria dell’accusa all’interno del processo al "cerchio magico" dei beni sequestrati

“C’era un rapporto corruttivo trilaterale fra la presidente delle Misure di prevenzione Silvana Saguto, l’avvocato Cappellano Seminara e il marito della giudice, l’ingegnere Lorenzo Caramma. Un rapporto che si è snodato nel tempo, come accertato dalle intercettazioni”. Sono queste le parole della pm Claudia Pasciuti, durante la requisitoria del processo all’ex presidente della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo, Silvana Saguto, accusa rappresentata insieme al magistrato Maurizio Bonaccorso, per descrivere il rapporto che intercorreva tra la Saguto e Cappellano Seminara, amministratore giudiziario. Quel rapporto “è la prova del sinallagma corruttivo” ha sostenuto l’accusa. Secondo i pm Seminara avrebbe consegnato alla Saguto ben ventimila euro, consegnati dentro un trolley alla casa dell’ex giudice. “Dal monumentale lavoro di ricostruzione fatto dalla Guardia di finanza - ha detto la Pasciuti - è emersa una costante carenza di liquidità sui conti dei coniugi Saguto-Caramma e un costante differenziale negativo”. In aula, la pm ha parlato delle intercettazioni fatte dagli inquirenti in cui la Saguto richiamava il figlio per le spese di troppo. “Non meno di 100 euro al giorno. 14.000-15.000 euro al mese ben oltre le possibilità della famiglia - ha detto il magistrato durante la requisitoria - La Guardia di finanza ha rilevato un numero spropositato di versamenti di denaro contante non giustificato”. E poi ha aggiunto: “Alcuni versamenti trovano la loro giustificazione in provviste ricavate da operazioni sui conti dei genitori di Silvana Saguto".
In un’altra intercettazione, la Saguto diceva a Seminara che “quei documenti non sono arrivati”. E per i magistrati i “documenti” sarebbero state le mazzette. "Dalle intercettazioni - ha detto la pm - si desume in maniera chiarissima che l'esercizio delle funzioni non era posto in essere per l'interesse pubblico, ma per quello del privato".
Ecco che poi la pm ha ricostruito il giorno in cui Seminara sarebbe andato a casa della Saguto per consegnarli i soldi: "E' il 28 giugno quando Silvana Saguto discutendo con i figli dice che quel giorno Cappellano Seminara avrebbe dovuto portare quei documenti, ma non era venuto. I conti erano in rosso. Il 30 giugno Cappellano Seminara, alle 22,25, entra a casa della Saguto con un trolley ed esce poco dopo. L'indomani viene fatto un versamento in banca”.

Foto © Imagoeconomica

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