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Di la tua | AntimafiaDuemila

Milano, il caso Attilio Manca nelle scuole: ''Con un fumetto chiediamo giustizia''

di Andrea Gianni
Firma la prima tavola l’autore di Nathan Never

Milano. Il primo a prendere carta, penna e inchiostro di china è stato il fumettista milanese d’adozione Emanuele Boccanfuso, uno dei disegnatori di Nathan Never, personaggio di Sergio Bonelli Editore. Ha tracciato un ritratto di Attilio Manca, l’urologo siciliano trovato morto 15 anni fa, nel febbraio 2004, nella sua casa a Viterbo in circostanze misteriose. La tavola numero uno di una antologia di fumetti dedicati alla figura del medico: le altre verranno realizzate da disegnatori professionisti e studenti delle scuole attraverso un concorso promosso dall’Associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli Milano, che da anni rivolge ai più giovani le sue iniziative antimafia, trattando in particolare il tema della trattativa Stato-mafia. Un nuovo appello per chiedere di "fare chiarezza" sulla morte dell’urologo, che fu inizialmente ritenuta dovuta ad overdose di eroina e infine archiviata come suicidio. Ricostruzione alla quale si sono sempre opposti i genitori, sostenendo - anche sulla scorta delle dichiarazioni di alcuni pentiti - che il figlio fosse stato ucciso per coprire un intervento subito da Bernardo Provenzano a Marsiglia.
Il medico, all’epoca un luminare dell’urologia, avrebbe riconosciuto il boss di Cosa Nostra latitante e, per questo, eliminato. Ma le petizioni e le richieste di riesumazione della salma per eseguire nuovi accertamenti sono rimaste finora lettera morta. "Non è stato un suicidio ma un omicidio di mafia - spiega Pino Cassata, presidente dell’associazione - e gli elementi per sostenere questa tesi sono diversi. Attilio Manca non era un tossicodipendente, sulle due siringhe mancavano le sue impronte digitali e nell’appartamento non sono state trovate impronte. Sul corpo c’erano segni di un pestaggio, Attilio era mancino e si sarebbe iniettato l’eroina nel braccio sinistro....". L’unica condanna emessa è stata quella nei confronti di una donna, accusata di aver ceduto l’eroina al medico.
Un caso che ora verrà portato nelle scuole. Il concorso da Milano si aprirà a tutti gli istituti lombardi che, nel prossimo anno scolastico, vorranno partecipare. Il progetto editoriale - “Lo strano caso di Attilio Manca: il sogno spezzato di un medico geniale” - è stato scritto dalla regista Francesca La Mantia, docente al liceo scientifico Fermi di Milano e autrice di diversi lavori a sfondo storico vincitori di premi e riconoscimenti. "Intendiamo far conoscere alla scuole e ai giovani la vita di Attilio Manca - si legge nel progetto -. La vita, appunto, e non la morte, le modalità brutali, i processi, le ingiustizie, la sofferenza, i segreti di pezzi deviati dello Stato, la violenza della mafia, i tradimenti di quelli che considerava amici. Chi scrive pensa che raccontare per filo e per segno la vita di Attilio possa far giungere alla ovvia, ma non giuridicamente provata, certezza che la morte del dottor Manca non sia avvenuta per overdose e non sia stata tantomeno un suicidio. La narrazione scandisce gli ultimi giorni della vita di Attilio Manca, dal 9 all’11 febbraio del 2004 (...) ad Attilio vengono in mente i ricordi e i flashback, a partire dall’infanzia fino al capodanno del 2003. Saranno questi i momenti che porteranno l’immaginario dei giovani lettori a ricostruire la vita di un medico geniale e onesto, trasformarla in un esempio a cui ispirarsi e un monito per la ricerca della verità".

Tratto da: ilgiorno.it

In foto: da sinistra la regista Francesca La Mantia, Silvia Gissi e il presidente dell’associazione Pino Cassata nella redazione de Il Giorno.

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