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Salvatore Borsellino

Quirinale, fine del silenzio sulla Trattativa Stato-mafia

quirinale-romadi Salvatore Borsellino - 30 gennaio 2015
Veniamo da 9 anni di sede vacante. Nove anni in cui la più alta delle nostre istituzioni è stata occupata da un uomo eletto e riconfermato solo per assicurare il mantenimento della congiura del silenzio sulle trame occulte di uno Stato deviato.

Uno Stato deviato che avviando e concludendo una trattativa con la criminalità organizzata ha determinato la strage di Via D’Amelio e l’assassinio di Paolo Borsellino.
Forse le cose stanno finalmente per cambiare.  Forse sabato torneremo ad avere un Presidente della Repubblica che sarà, come è necessario che sia, il garante della nostra Costituzione. Abbiamo bisogno di un garante piuttosto che di un sottoscrittore di decreti dichiarati poi anticostituzionali da quella stessa Corte Costituzionale, organo supremo della nostra Repubblica, in cui siede attualmente Sergio Mattarella.

La sua storia familiare e il suo vissuto me lo fanno sperare. Me lo fanno sentire vicino il fatto di avere avuto un fratello ammazzato dalla mafia così come io ho avuto un fratello ammazzato dallo stato deviato sotto la copertura della mafia. Il fatto di avere avuto il coraggio di dimettersi a fronte della fiducia, posta dal governo nel quale ricopriva la carica di ministro, su una legge che, consegnando le reti televisive a Berlusconi, gli consegnava praticamente i mezzi per acquisire il potere in Italia.

Devo confessare di essere rimasto spiazzato dalla mossa di Renzi, l’aspirante rottamatore della nostra Costituzione, artefice, per portare avanti questo compito, di un patto scellerato con un criminale affidato ai servizi sociali. Lo ha fatto forse, pur soltanto per preservare l’unità del suo partito, ma così pone sulla sua strada quello che si potrebbe rivelare il più grosso ostacolo alle sue aspirazioni.

Avevo detto che nessun presidente eletto avrebbe potuto essere peggiore di quello che, forse ritenendo concluso il suo compito, ha scelto di liberarci della sua presenza. Non era una precisione difficile, sarebbe stato difficile che si potesse andare ancora indietro rispetto al peggior presidente che la storia della nostra Repubblica ricordi. Ora però sembra che ci sia addirittura una inversione di tendenza. Sergio Mattarella, Giudice della Corte Costituzionale, potrebbe essere, a mio avviso un’ottimo rappresentante della più alta dell nostre Istituzioni.
Ma mi sono ormai, purtroppo, abituato alle disillusioni.

Ho potuto accertare la verità di un detto attribuito ad Andreotti, uno che di trame oscure se ne intendeva, “a pensar male si fa peccato ma ci si indovina sempre”. Renzi è stato accusato, anche dall’interno del suo stesso partito, di essere l’artefice della sortita dei 101 franchi tiratori che impallinarono Prodi e allora io spero che non ci tocchi assistere soltanto ad una nefanda sceneggiata, ad una serie di votazioni in cui non si riesca, a causa di franchi tiratori, a raggiungere il quorum necessario per Mattarella. Questo potrebbe giustificare, a fronte dell’opinione pubblica, un Renzi ‘costretto’ a ritornare tra le braccia del criminale affidato ai servizi sociali per riportare alla luce, in un preteso stato di necessità, un accordo, quello del Nazareno, che mi risulta difficile credere possa essere improvvisamente essere saltato, e un nuovo nome, già concordato, che assicuri altri sette anni di silenzio sulla trattativa tra mafia e Stato.

Per questo spero che i parlamentari del M5S, alla quarta votazione, facciano convergere i loro voti su Sergio Mattarella, facendo fallire, se mai fosse stato concepito, questo perverso disegno degno di un Cardinale Mazzarino ed assicurando al nostro paese, ritengo, un sicuro garante della nostra Costituzione.

Tratto da: ilfattoquotidiano.it

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