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Rassegna Stampa

Relazione Dia: Marche; interessi criminali reinvestire capitali e droga

Soggetti 'connessi' 'ndrangheta in Ascolano, Fermano e Pesarese
Ancona. "Il territorio marchigiano, caratterizzato dalla presenza di poli economici di produzioni agricole di eccellenza, di impianti industriali ed artigianali che si distinguono per l'elevata propensione all'innovazione tecnologica, oltre che per le strutture turistiche del litorale e dell'entroterra, rappresenta una zona di interesse della criminalità organizzata, sia per il reinvestimento di capitali che per il traffico stupefacenti". Lo rileva la relazione Dia, riferita al secondo semestre 2018 che ricorda i riscontri nella regione "risalenti nel tempo" della presenza di soggetti legati a specifiche consorterie come "la 'ndrina Grande Aracri del crotonese". Attualmente "si ha evidenza della presenza di altri soggetti criminali calabresi". "A San Benedetto del Tronto risultano attivi alcuni soggetti riconducibili alla consorteria di 'Ndrangheta dei Gallace-Gallelli, originaria di Guardavalle (Catanzaro), nella provincia di Macerata e nell'area di Fermo si registrano proiezioni del clan dei Farao-Marincola di Cirò (Crotone), mentre nel territorio di Pesaro Urbino è stata registrata la presenza di altri soggetti riconducibili alla 'ndrina Ursino-Ursini di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria). Particolare allarme sociale - ricorda la Dia nella relazione - si è avuto a seguito dell'omicidio avvenuto a Pesaro, nel mese di dicembre, del congiunto di un collaboratore di giustizia già appartenente alla cosca Crea di Rizziconi (Reggio Calabria), anch'egli sottoposto al programma di protezione. Le qualificate presenze di soggetti riconducibili a tali matrici criminali - con l'esclusione dei 'soggetti protetti' - vanno analizzate, come detto, in relazione alle opportunità di inserimento nei circuiti produttivi legali (specie quelli legati al settore immobiliare), funzionali al reimpiego e riciclaggio di capitali illeciti".

ANSA

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